Harry ti presento Sally, film del 1989: c’è qualcuno che non lo ha visto?
Rob Reiner, classe 1947, proveniente dal fertile mondo ebraico newyorchese, figlio d’arte (il padre Carl, attore e cineasta, è scomparso nel 2020, quasi centenario), ci ha regalato pellicole dei più svariai generi, uno per tutti “Misery non deve morire” del 1990; è stato attivo in televisione e si è cimentato anche come attore (“Cartoline dall’inferno”, “Pallottole su Broadway” oltre a serie televisive), ha ricevuto due Emmy e una pioggia di candidature agli Oscar: un vero figlio di Hollywood.
Gli USA hanno attenuato la loro reputazione di paese brutale, ma una vena di pesanti vibrazioni lo attraversa e colpisce il loro mondo dello spettacolo da sempre.
Morti violente o misteriose non si contano. La figlia di Lana Turner, star di film come “Il postino suona sempre due volte” e “Specchio della vita”, nel 1958 uccise l’ultimo amante della madre, un gigolò aggressivo che pare ricattasse l’attrice, anche se voci malevole hanno sempre insinuato che a premere il grilletto fosse stata la stessa Lana. Ramon Novarro, divo del muto, fu assassinato nel 1968, da due giovani compagni di bisbocce che volevano derubarlo; Il divo soul pop Marvin Gaye venne ucciso dal padre, nel 1984; ancora non è chiara la morte sul set di Brandon Lee, nel 1993; Gene Hackman e sua moglie sono stati trovati, nel febbraio di quest’anno, morti da giorni in casa, da una loro domestica, cause da accertare, una sorte simile a quella della giovane Brittany Murphy, scomparsa per una strana malattia “da muffe” nel 2009, seguita a ruota dal marito. E potremmo continuare.
Un figlio tossicodipendente non è una rarità, in qualunque ambiente, e i genitori di Hollywood non hanno fama di persone dedite al focolare. Avevamo sentito di ragazzi figli di star morti per droga, come Scott Newman, figlio di Paul, o Jonathan Peck, figlio di Gregory. Si sa di animosità feroci tra “mammine care” e figliole, il caso più famoso è quello di Joan Crawford, ma non è andata meglio a tante colleghe.
Rob aveva quattro figli, quello fragile è Nick, trentadue anni. Le disponibilità economiche, in questi casi, non sembrano sortire grandi effetti, oltre a una disintossicazione provvisoria ogni tanto, in qualche rehab di lusso. Nick, che provò ad affiancare il padre nel suo lavoro, ha mostrato un’ostilità pervicace contro di lui e si è ritrovato homeless per le strade di Los Angeles, situazione in cui pare essersi aggirato, provenendo da Roma, perfino Pierfrancesco Villaggio, figlio di Paolo.
Attualmente Nick è in arresto. La giustizia farà il suo corso; ma il pubblico che ha amato papà Rob, non lo perdonerà tanto facilmente.
Carmen Gueye


