Taglio delle accise, il governo interviene sui carburanti: benzina e diesel giù di 25 centesimi

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Il governo torna a mettere mano al prezzo dei carburanti con un decreto approvato dal Consiglio dei ministri nella serata di oggi. La misura annunciata prevede un taglio di 25 centesimi al litro e resterà in vigore per 20 giorni, nel tentativo di contenere i rincari che nelle ultime settimane hanno riportato benzina e gasolio su livelli molto pesanti per famiglie, pendolari e imprese. A confermarlo è stata la stessa presidente del Consiglio Giorgia Meloni, mentre Matteo Salvini ha parlato di un “sostanzioso aiuto”, seppur limitato nel tempo.

La decisione arriva dopo giorni di forte pressione sul fronte dei prezzi. I dati medi richiamati dall’Unione Nazionale Consumatori e basati sulle rilevazioni del Mimit indicano infatti che, il 18 marzo, il gasolio self service sulla rete stradale nazionale si attestava a 2,103 euro al litro, mentre la benzina era a 1,867 euro. In autostrada, dove il peso del rifornimento è ancora più severo, il gasolio era salito a 2,169 euro e la benzina a 1,950 euro al litro. Numeri che spiegano bene perché il tema sia tornato al centro del dibattito politico e sociale.

L’Unione Nazionale Consumatori ha accolto il provvedimento con toni nettamente favorevoli. Il presidente Massimiliano Dona ha parlato di “vittoria dei consumatori” e di “ottima notizia”, pur osservando che l’intervento sarebbe arrivato con ritardo rispetto all’impennata già registrata nei giorni scorsi. La posizione dell’associazione è chiara: meglio tardi che mai, ma una parte degli aumenti si è già trasferita su altri comparti dell’economia, dai trasporti aerei fino ad alcuni beni di largo consumo.

Secondo le elaborazioni diffuse dall’associazione sui dati medi Mimit, l’effetto del taglio sarebbe immediato e visibile. Sulla rete stradale nazionale il gasolio scenderebbe da 2,103 euro a 1,798 euro al litro, mentre la benzina passerebbe da 1,867 a 1,562 euro. In autostrada, dove il peso del rifornimento è ancora più gravoso, il diesel calerebbe da 2,169 a 1,864 euro al litro, mentre la benzina scenderebbe da 1,950 a 1,645 euro.

Tradotto in termini più semplici, per un pieno da 50 litri il risparmio sarebbe pari a 15,25 euro, sia sulla rete ordinaria sia in autostrada. Su base teorica annua, la riduzione arriverebbe a 366 euro. Si tratta naturalmente di una stima, ma rende bene il senso della misura: non una correzione simbolica, bensì un intervento che può incidere in modo concreto sulla spesa quotidiana di automobilisti, lavoratori e famiglie.

L’Unione Nazionale Consumatori sottolinea anche un altro aspetto: il fatto che il provvedimento sia limitato nel tempo non va necessariamente letto come un punto di debolezza. Anche in passato, ricorda l’associazione, misure analoghe erano state introdotte con durata circoscritta e poi prorogate. La logica è chiara: intervenire subito per frenare l’emergenza e poi valutare, in base all’andamento del mercato e alle coperture disponibili, se estendere ulteriormente il taglio.

Resta però un punto essenziale: il successo dell’operazione non si misurerà soltanto nell’annuncio, ma nella velocità e nella completezza con cui il taglio fiscale verrà effettivamente trasferito ai distributori e quindi ai consumatori. È qui che si giocherà la credibilità concreta del decreto.

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