Affluenza elezioni comunali Trentino Alto Adige, 25 anni di dati online

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C’è un nuovo strumento per leggere l’evoluzione della democrazia locale in Trentino Alto Adige, ma soprattutto c’è un dato che emerge con chiarezza: la partecipazione si è indebolita. È questo il punto più interessante della piattaforma interattiva presentata da Eurac Research insieme alla Regione autonoma, che per la prima volta rende comparabili 25 anni di elezioni comunali, dal 2000 al 2025.

Il dashboard raccoglie i principali indicatori della politica locale, dall’affluenza alle urne al numero delle candidature, fino alla rappresentanza politica. Ed è proprio guardando l’insieme che si coglie una tendenza difficilmente ignorabile: l’affluenza è diminuita nel tempo, così come è calato il numero dei candidati. Un doppio segnale che non riguarda solo i meccanismi elettorali, ma la vitalità stessa della partecipazione civica nei comuni.

Nel presentare la piattaforma, il vicepresidente della Regione e assessore agli enti locali Franz Locher ha insistito sul fatto che elezioni ben organizzate sono il fondamento di una democrazia funzionante. Ma il materiale diffuso oggi va oltre la dimensione istituzionale e mette sul tavolo una questione politica vera: la macchina elettorale può essere efficiente, ma se cittadini e candidati si allontanano, la democrazia locale si assottiglia.

I numeri offrono anche altri spunti. In Alto Adige si sono candidate complessivamente 3.893 persone, mentre in Trentino i candidati sono stati 5.705. Sul fronte della presenza femminile, il quadro è meno statico di un tempo: le donne rappresentano circa un terzo dei membri dei consigli comunali. Molto più limitata resta però la loro presenza nelle cariche di sindaco: nel 2025 sono state elette 17 sindache e 99 sindaci.

C’è poi un altro elemento che merita attenzione, soprattutto guardando alla provincia di Trento: nel 2025 in quattro comuni non è stato possibile tenere le elezioni a causa dell’assenza di candidature. È un dato che pesa più di quanto sembri, perché segnala non una semplice flessione, ma un punto di crisi del ricambio democratico.

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