Energia, ECR attacca il Green Deal: “Europa dipendente e prezzi più alti”

Share

La crisi energetica europea torna al centro dello scontro politico a Strasburgo. Nicola Procaccini e Patryk Jaki, co-presidenti del gruppo ECR al Parlamento europeo, hanno criticato duramente l’attuale linea dell’Unione europea su energia, Green Deal e transizione ecologica, accusando Bruxelles di aver reso il continente più fragile, più dipendente dall’estero e meno competitivo.

Il Green Deal europeo è il pacchetto di politiche con cui l’Unione europea punta a ridurre le emissioni e a raggiungere la neutralità climatica. Nelle intenzioni dovrebbe accompagnare la transizione verso un’economia più sostenibile. Per i conservatori europei, però, il problema non è l’obiettivo ambientale in sé, ma il modo in cui viene perseguito: troppo ideologico, troppo costoso e poco attento alla sicurezza energetica.

Procaccini, intervenendo in plenaria a Strasburgo, ha collegato la crisi in Medio Oriente alla vulnerabilità strutturale dell’Europa. “La nostra libertà è in prestito se restiamo ostaggio di altri”, ha dichiarato, sostenendo che l’Unione non può permettersi di dipendere da regimi esterni per energia, materie prime e competitività industriale.

Nel mirino è finito anche il caso spagnolo. Secondo Procaccini, Madrid avrebbe aumentato del 124% gli acquisti di gas liquefatto dalla Russia, diventando uno dei principali importatori europei di combustibili fossili russi. Una contraddizione politica, secondo l’esponente ECR, per un’Europa che da un lato sostiene l’Ucraina e dall’altro continua a finanziare indirettamente Mosca attraverso l’acquisto di energia.

Procaccini ha poi richiamato il blackout spagnolo del 28 aprile, indicandolo come un segnale dei rischi legati a un sistema energetico troppo sbilanciato su alcune fonti rinnovabili intermittenti. “Non demonizzo le rinnovabili”, ha precisato, “ma abbiamo bisogno di tutte le fonti”. Il riferimento è a un modello fondato sulla neutralità tecnologica: rinnovabili, nucleare, gas, petrolio e produzione interna, senza esclusioni ideologiche.

Sulla stessa linea Patryk Jaki, che ha attaccato in modo ancora più diretto ETS e Green Deal. Secondo il co-presidente ECR, l’aumento della quota di rinnovabili non avrebbe portato a un calo dei prezzi, ma a un aggravio per famiglie e imprese. “I prezzi dell’energia sono aumentati di quasi il 100% e quelli delle auto del 30%”, ha affermato, sostenendo che l’industria europea stia perdendo peso e competitività.

Jaki ha chiesto lo stop all’ETS, il sistema europeo di scambio delle quote di emissione, e ha criticato anche l’ipotesi di estenderlo ulteriormente con l’ETS2. A suo giudizio, nuove misure di questo tipo finirebbero per scaricare altri costi sui cittadini senza risolvere il problema energetico. “Stop ETS e stop Green Deal: così gli europei vivranno molto meglio”, ha dichiarato.

Leggi anche

Ultime notizie