Il Senato ha dato il via libera definitivo, sul piano parlamentare, alla riforma dello Statuto speciale del Trentino-Alto Adige/Südtirol. Nella seduta del 13 maggio 2026 Palazzo Madama ha approvato in seconda deliberazione il disegno di legge costituzionale di modifica dello Statuto, chiudendo così l’iter parlamentare del provvedimento. I voti favorevoli sono stati 129, nessun contrario e 48 astenuti.
Non è un passaggio soltanto tecnico. In una terra in cui l’Autonomia rappresenta da decenni il punto di equilibrio tra territorio, istituzioni e gruppi linguistici, ogni modifica statutaria assume inevitabilmente un significato politico più ampio. Per Trento e Bolzano la riforma viene letta dalla maggioranza come un rafforzamento dell’autogoverno; per una parte del mondo sudtirolese, invece, restano aperti nodi rilevanti sul piano delle garanzie.
Il testo interviene su diversi profili dello Statuto speciale. Tra i punti indicati nelle schede istituzionali figurano il rafforzamento di alcune competenze autonome, l’ampliamento degli spazi di intervento delle Province e nuove attribuzioni in materia di tutela dell’ambiente, gestione della fauna selvatica, commercio, governo del territorio, servizi pubblici e piccole e medie derivazioni idroelettriche. Sono inoltre previste disposizioni sulle future modifiche statutarie e sulle tutele delle minoranze linguistiche.
Concluso il percorso parlamentare, la riforma dovrà ora seguire i passaggi finali previsti per l’entrata in vigore: promulgazione da parte del Presidente della Repubblica e pubblicazione in Gazzetta Ufficiale. Le modifiche allo Statuto speciale non sono sottoposte a referendum nazionale.
La Lega ha rivendicato il risultato come un traguardo atteso da decenni. Diego Binelli e Paolo Zenorini, segretari provinciali del partito in Trentino e in Alto Adige, hanno parlato di “traguardo storico” per le due Province autonome, attribuendo al ministro Roberto Calderoli il merito di avere portato a compimento l’intesa tra Governo e territori.
Sulla stessa linea la senatrice ladina Elena Testor, relatrice del provvedimento per la Lega, che ha definito il voto “una giornata storica”. Secondo Testor, la riforma consente di recuperare competenze erose negli anni e di assegnarne di nuove in settori decisivi per il governo del territorio, riconoscendo inoltre maggiore attenzione alle minoranze linguistiche.
Anche la deputata trentina della Lega Vanessa Cattoi ha parlato di “giornata storica” per il rafforzamento dell’Autonomia speciale del Trentino-Alto Adige. Cattoi ha rivendicato il ruolo del ministro Roberto Calderoli e ha sottolineato come, secondo la Lega, l’ampliamento delle competenze provinciali possa avvicinare le decisioni ai territori e ridurre il contenzioso con lo Stato. Per la deputata, l’Autonomia non va considerata “un diritto statico da difendere”, ma una responsabilità da far evolvere nel tempo, valorizzando le radici storiche, culturali e identitarie delle comunità trentine e altoatesine.
Fratelli d’Italia ha rivendicato a sua volta il risultato. Alessandro Urzì, relatore della riforma alla Camera, ha parlato di successo della maggioranza e del Governo Meloni, sostenendo che il testo rafforzi l’Autonomia e introduca correttivi nei rapporti tra gruppi linguistici in Alto Adige. Anche Michaela Biancofiore ha definito il passaggio “storico”, pur esprimendo riserve sul capitolo della fauna selvatica e sui possibili effetti verso specie protette come orso e lupo.
Dal Trentino, la consigliera provinciale Vanessa Masè ha sottolineato il valore del dialogo istituzionale tra Governo, Province autonome e territori, parlando di un passo importante per restituire centralità alle comunità locali e rafforzare la capacità di autogoverno.
Di segno opposto la posizione del Südtiroler Heimatbund. Il presidente Roland Lang sostiene che la riforma non rafforzi l’Autonomia altoatesina, ma ne indebolisca alcune garanzie. Particolarmente contestata è la riduzione del requisito di residenza per il voto in Alto Adige, che secondo Lang potrebbe incidere nel tempo sugli equilibri linguistici e sulla tutela della minoranza tedesca e ladina.

