Autovelox, il decreto non chiude i ricorsi: la posizione di Aduc

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Il decreto sugli autovelox firmato dal ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini non chiude automaticamente la stagione dei ricorsi. È questa, in sintesi, la posizione espressa da Aduc dopo l’annuncio del provvedimento che definisce procedure di omologazione, verifica e taratura dei dispositivi per l’accertamento delle violazioni dei limiti di velocità.

Il tema è particolarmente delicato perché negli ultimi anni molti automobilisti hanno contestato le multe sostenendo la mancata omologazione degli apparecchi. Secondo Aduc, il Codice della strada prevede che solo gli autovelox omologati siano abilitati a rilevare le violazioni dei limiti di velocità. Da qui il contenzioso davanti a prefetti e giudici di pace.

L’associazione invita però a distinguere tra il decreto che disciplina le procedure e la situazione concreta dei singoli apparecchi. Aduc sostiene infatti che un decreto possa definire il percorso di omologazione, ma non trasformare automaticamente in omologati tutti i dispositivi già approvati o utilizzati.

Secondo l’associazione, inoltre, per le infrazioni contestate prima della pubblicazione e dell’entrata in vigore del decreto il tema resta aperto. La questione, dunque, non sarebbe risolta in modo retroattivo.

Aduc evidenzia anche un ulteriore profilo: la competenza sull’omologazione, secondo la sua lettura, non spetterebbe al Ministero dei Trasporti ma al Ministero delle Imprese, in quanto autorità metrologica. Si tratta di una posizione che potrà essere oggetto di ulteriori valutazioni e contenziosi.

Sul piano pratico, l’associazione ricorda che i cittadini possono contestare una multa in diversi modi. La strada più semplice è l’istanza in autotutela all’organo che ha emesso il verbale: non prevede udienza, l’amministrazione non ha obbligo di risposta e soprattutto non sospende i termini per gli altri ricorsi.

Resta poi possibile rivolgersi al Prefetto entro 60 giorni dalla notifica. In caso di rigetto, però, l’importo della multa raddoppia e il provvedimento può a sua volta essere impugnato davanti al giudice di pace entro 30 giorni. Terza via, il ricorso diretto al giudice di pace entro 30 giorni dalla notifica del verbale, spesso ritenuto più efficace, ma con costi da mettere in conto.

La prudenza, in questi casi, è essenziale: ogni verbale va valutato singolarmente, tenendo conto della data della contestazione, del dispositivo utilizzato, della documentazione disponibile e dei costi del ricorso.

Il decreto rappresenta quindi un passaggio importante per mettere ordine in una materia controversa, ma non elimina automaticamente ogni spazio di contestazione. Almeno secondo Aduc, la partita sugli autovelox resta tutt’altro che chiusa.

Redazione
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La Redazione di Secolo Trentino è il team editoriale del quotidiano online indipendente fondato nel 2013. Copriamo ogni giorno le notizie di cronaca, politica, economia e cultura dal Trentino e dall'Italia. Direttrice Responsabile: Martina Cecco.

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