LE BANDIERINE DELLA MELONI E IL PROFESSIONISTA DI SALVINI

Uno dei momenti indimenticabili della campagna elettorale per le europee è stato rappresentato dall’esibizione di Giorgia Meloni con le varie bandierine europee. Forse il livello più basso in assoluto – sotto l’aspetto dell’immagine e della propaganda – non solo delle europee ma delle ultime competizioni elettorali. Non a caso il risultato ha bocciato Fdi e le bandierine della Meloni. E’ vero: negli Anni 70 anche Berlinguer era andato ad una Tribuna elettorale mostrando ai compagni lavoratori il simbolo del Pci e come si dovesse votare correttamente. Ma, appunto, sono trascorsi 40 anni. L’Italia è cambiata (in peggio) ed è cambiato radicalmente il modo di far politica, di fare propaganda, comunicazione. Siamo passati dalla réclame ai guru americani al servizio dei candidati della sinistra. Guru irrisi, sbeffeggiati. Ma il burattino ha conquistato il 40% dei voti. Mentre con le bandierine da asilo Mariuccia non si è arrivati al 4%. Ma è così difficile affidarsi a professionisti della comunicazione? Assolutamente no. La Lega di Salvini può piacere o meno, ma da quando la comunicazione è stata affidata a chi la sa fare, il cambio di passo è stato evidente. Accanto ai soliti slogan sono arrivate le intese internazionali. Sono cambiate le parole d’ordine ed il modo di proporle. Si è dato meno spazio al folklore e più ai contenuti.

Che non piaceranno lo stesso a chi sogna l’Italia invasa da milioni di clandestini e finti profughi, ma rappresentano comunque un metodo corretto di comunicazione politica. L’Italia provincialissima accoglie in modo diverso una frase se pronunciata a Roccacannuccia alla festa della porchetta o se pronunciata al Cremlino. Ed un comunicatore competente è in grado di far digerire ai propri elettori, effetivi o potenziali, anche una visita in Corea del Nord insieme a Razzi. Poi, indubbiamente, anche un professionista della comunicazione si scontra contro l’ottusità di burocrati che non investono sull’informazione, che non rilanciano il quotidiano e non potenziano la radio. Ma almeno un tentativo di invertire la situazione vien fatto. Mentre, per Fdi, dopo le bandierine arriveranno altri tagli sulla comunicazione. Il Secolo d’Italia, affidato alle cure di Bocchino, è praticamente scomparso nell’irrilevanza totale. Ora sotto attacco c’è Area. Radio? Tv? Non pervenute.

Meglio concentrare le risorse per difendere qualche posto in consiglio comunale a Roma e dintorni. E basta. Quanto a Berlu, dopo aver trasformato Capezzone (perfetto per una parte nel Ritorno dei morti viventi, ma nel ruolo di zombie antipatico) in portavoce, vive ormai alla giornata, tra proclami smentiti e dichiarazioni in libertà. Con le esibizioni della fidanzata tra Luxuria e Brambilla. Convinto che una sua apparizione sulle tv di famiglia sia sufficiente per cambiare il risultato elettorale, cambiare l’Italia, cambiare il mondo. E, a quel punto, serviranno anche le bandierine della Meloni da collocare sulla carta geografica.

Augusto Grandi
Informazioni su Augusto Grandi 352 Articoli
Dopo alcune esperienze in radio e testate locali, nel 1987 è diventato redattore del quotidiano economico Il Sole 24 ORE, come corrispondente per Torino, Piemonte e Valle d'Aosta. Oltre all'ambito giornalistico si occupa di romanzi di narrativi e saggistica. Nel 1997 ha vinto il "premio giornalistico Saint-Vincent" e nel 2011 è membro della giuria del "Premio Acqui Storia" nella sezione divulgativa. Dal 2011 è senior fellow del Centro studi Nodo di Gordio con cui collabora attivamente nella stesura di diversi articoli a sfondo geopolitico. Dal 2011 sono itineranti in Italia le sue mostre fotografiche sullo sfruttamento del lavoro nel mondo e sulla condizione del lavoro femminile, realizzate nell'ambito del Festival Nazionale della Sicurezza promosso dall'associazione Elmo e dal comune di Pergine Valsugana (Trento), col patrocinio dell'OSCE. Nel 2017 ha lasciato il Sole 24 Ore e conduce la trasmissione "Il Tafano" su Electoradio e su Radio Antenna 1. Editorialista sul mensile Espansione, collabora con la testata online "ongood".

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