Trento: battaglia profughi a colpi di mozioni

Share

Maurizio Fugatti nella giornata di ieri, 20 novembre 2018, ha stabilito che – per le persone pakistane in attesa di richiesta asilo allocate in Residenza Fersina – scatta lo STOP. Il Comune di Trento a partire dal 2017 ha iniziato un percorso di scambio di informazioni e collaborazione con la Provincia Autonoma di Trento che – a diverse riprese – consiste nel dare o togliere disponibilità per gli spostamenti. Da una residenza all’altra, ad esempio, o per utenze profughi o migranti mirate. Moltre sono le interrogazioni portate dai partiti come Civica Trentina o Lega Nord che chiedono una regolamentazione, un conteggio e un chiaro riflesso dei servizi offerti. Le varie interrogazioni e mozioni inerenti le persone ospitate presso le strutture hanno avuto l’onere di monitorare la questione “ospitalità” nella città di Trento.

Il Comune di Trento ha a disposizione: 1 milione di euro circa per la sicurezza, 170 mila euro circa per i casi di esclusione sociale, annui. Dal 2016 Comune di Trento e Provincia collaborano per la gestione, gli spostamenti, le disponibilità rispetto a migranti, richiedenti asilo e persone in attesa di status. Le cifre sono di questa misura di anno in anno. Tale è la mole economica del problema gestionale.
Durante gli anni si sono verificati diversi episodi di necessità di cambiamenti nel numero o nelle persone che sono state ospiti. Il Comune di Trento è sempre stato disponibile a collaborare con la Provincia Autonoma di Trento. (In foto un caso analogo avvenuto lo scorso anno).

I profughi hanno la loro struttura in Via al Desert, offerta e pagata con soldi europei e ministeriali. I recenti tagli hanno fatto sì che ci sia un controllo maggiore e una oculatezza nei servizi, per erogare servizi puntuali ma senza “buttare” soldi. I profughi hanno quindi servizi prenotati, personali, per la cura, l’alimentazione, la salute, il pernottamento calibrati sulle reali necessità.
Ieri è entrata in vigore la scure dei tagli: 30 persone circa originarie del Pakistan (secondo RAI sono 40) erano allocate presso la residenza Fersina pur non rientrando nel piano profughi. Non avendo i requisiti Maurizio Fugatti ha determinato che non possono restare lì.
Saranno accolti dalla Croce Rossa Italiana fino a fine settimana. Il Presidente Provinciale Brunialti ha infatti dichiarato: “la Croce Rossa si è fin da subito attivata d’intesa con la Provincia per garantire gratuitamente accoglienza, ristoro e assistenza notturna”. In attesa dell’incontro di chiarimento con il Presidente Fugatti. Il suo intervento intero QUI.
Lo scontro sui profughi non è però archiviato con gli accordi che ci saranno. In mattinata ieri la parte politica Altra Trento a Sinistra ha depositato una interrogazione per avere chiarimenti.
Fino ad ora quanto si è chiarito è che non ci saranno persone in strada, ci saranno servizi, e assistenza, vista la rete organizzativa.
A cura di Martina Cecco

martinacecco
martinacecco
Giornalista pubblicista e facebook blogger. Scrivo per Donnissima il blog in rosa dal 2005. Dirigo Secolo Trentino e Liberalcafé. Laureata in Filosofia Politica presso l'Università degli Studi di Trento. Lavoro dal 2024 come PR e Merchandiser presso Eventi, GDO, Retail e Ristorazione. Collaboro con YouGov per il monitoraggio degli andamenti di mercato come Data Insert. Ho concluso un mastering post laurea, la Scuola di Formazione Politica presso la Fondazione Luigi Einaudi. Sto frequentando il Master in Giornalismo presso la RCS Business Academy, presso il Corriere della Sera.Nel tempo libero scrivo poesie, brevi saggi, innesti filosofici, pratico molto sport. Socio sostenitore di Secolo Trentino e Lodi Liberale, sostengo UNHCR per i rifugiati politici e alcune associazioni che pagano cure mediche per malattie rare e supporti tecnici per i disabili. :-)

Leggi anche

Ultime notizie