Da Cristoforo Colombo a Indro Montanelli, iconoclastia da psicosi

Una mania che prende piede per lo sgomento da razzismo e lo stress da virus. Il panico sta mettendo a rischio la tenuta sociale e la miseria che avanza non aiuterà.

Poco importa cosa diremo e cosa faremo, se non abbiamo saputo contestualizzare fatti ed epoche: il fallimento educativo, sociale e scolastico è nelle piazze, trasversalmente, dall’America all’Europa. Non c’è molto da dire se non che abbiamo di fronte una generazione di persone senza memoria, senza capacità di ragionare e di conseguenza senza futuro. Un eterno presente, occupato per lo più dal digitale e quindi inebetito. Quello che sta accadendo anche in Italia, dopo quanto visto all’estero, è frutto di una situazione di psicosi. Le psicosi sono dei disturbi. Il commento di Attilio Fontana sul monumento di Montanelli sporcato è abbastanza eloquente. “Proprio non ci siamo. L’odio, la cattiveria e l’astio sono sempre piu’ dominanti sul confronto civile e democratico. C’e’ da preoccuparsi seriamente“, e’ stato il commento del presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana.

La statua di Indro Montanelli non è macchiata di sangue da stupro, visto che non esiste una legge che nel 1936 dimostrasse questo, ma di sangue di omicidio della storia. Nel 2020 un branco di ciccioni sporchi e presumibilmente invasati distrugge le statue, una massa di gentaglia ubriaca e ignorante danneggia la cultura per portare l’immondizia, spinta e manovrata a dovere sotto il peso del panico (legittimo ma non giustificabile) da razzismo e da virus, un mix certamente letale, peggio di così soltanto il nazismo. Meno male che il nemico di questa gente sarebbe la violenza .. è l’incomprensibile mania italiana di imitare gli americani anche per problemi che – assolutamente – non abbiamo. E’ questa immedesimazione emotiva che rende difficile, per l’Italia, avere un governo, una stabilità, un senso. Vedete altre nazioni fare danno alle proprie statue per manifestare per una causa che non è la loro? Ma fatemi il piacere.

Iconoclastia: movimento religioso sorto nella chiesa bizantina nei secc. VIII e IX, contrario a ogni forma di culto per le immagini sacre e propugnatore della loro distruzione. Insomma una setta moderna, quella che vediamo. Pronta a immolarsi alla Giovanna d’Arco per ogni battaglia. Una moda. Più che altro. Per colpa di questa gente la libertà verrà certamente ridotta. Le leggi saranno inasprite. Cretini, in fin dei conti.

Tuttavia non serve a nulla far presente che le generazioni prima della nostra erano capaci di intendere e di volere, che il nostro giudizio è di parte e che non ha nessun valore storico. Possiamo esprimere un parere per il piacere di parlare, ma chi c’era prima di noi aveva il metro per giudicare, il progresso storico è un divenire. Anche quello che noi oggi riteniamo corretto sarà sicuramente deriso e denigrato dai posteri. E’ normale. Non è normale una marmaglia ingestibile di cretini che si comporta da criminale giusto per farsi notare. Per questo non resta che prendere un parere neutro, moderato, di una pagina seguita su facebook da moltissimi giovani, che forse riesce a restituire un minimo di giustizia a qualcosa che è andato completamente fuori dal seminato. Ecco di seguito un ottimo commento da parte di chi è competente. “Una pillola di storia antica al giorno“.

Negli ultimi giorni folle di manifestanti inferociti stanno distruggendo le statue di personaggi storici come Cristoforo Colombo ed Edward Colston, accusati di aver commesso crimini legati al razzismo e alla schiavitù. Da amante della storia, non posso che rimanere sgomento. Sono anni che noi occidentali condanniamo la furia iconoclasta dei terroristi islamici, eppure ci stiamo comportando esattamente come loro: abbattiamo monumenti storici perché disprezziamo i valori che rappresentano. Chiunque abbia mai letto mezzo libro di storia dovrebbe notare subito l’errore: non si può giudicare moralmente chi è vissuto in un’altra epoca usando come metro di paragone i nostri valori del XXI secolo. È infantile. È sbagliato. È pericoloso.

Seguendo la logica fallace di questi vandali, infatti, dovremmo sfregiare tutti i busti degli antichi romani, perché la loro economia si fondava sulla schiavitù. Dovremmo fare a pezzi le statue degli assiri, perché torturavano prigionieri stranieri per farsi temere. Dovremmo bruciare le immagini del filosofo greco Aristotele, perché scriveva testi del genere: «Tra gli uomini esistono individui inferiori agli altri quanto il corpo lo è rispetto all’anima o la bestia rispetto all’uomo; sono persone da cui la cosa migliore da ricavare è l’uso delle forze corporali. Tali individui sono destinati dalla natura stessa alla schiavitù perché per loro non c’è niente di meglio che obbedire».

Una pillola di storia antica al giorno FACEBOOK

A cura di Martina Cecco