Litigi, note e cambi di casacca: il Centrodestra esiste ancora?

CONSIGLIO REGIONALE SEDUTA DEL 11.02.2015. ©FOTO MATTEO RENSI.

La nota con cui il Gruppo consiliare di Fratelli d’Italia in Consiglio regionale del Trentino-Alto Adige ha preso le distanze dal Consigliere della Lega Denis Paoli, “reo” di aver sbeffeggiato Myriam Atz Tammerle (Consigliera del Süd-Tiroler Freiheit) per gli indumenti indossata durante la seduta, fa capire che forse i problemi non stanno certo nell’abbigliamento dei Consiglieri.

Nella nota sottoscritta dai Consiglieri Alessia Ambrosi, Claudio Cia, Katia Rossato e Alessandro Urzì, si legge che questo “spettacolo di vuoto politico e comportamentale” merita uno “scatto d’orgoglio“, chiedendo alla maggioranza atti di responsabilità e impegno chiari a favore della Regione, pretendendo un cambio di registro tanto dalla Lega quanto dal Südtiroler Volkspartei, concludendo con un minaccioso “Nulla da parte di FdI dovrà darsi più per scontato“.

Nei fatti, che non si dovesse dare più nulla per scontato da parte di Fratelli d’Italia, era nell’aria già da un po’. Tutto è iniziato con l’ingresso nel partito di Giorgia Meloni da parte di Claudio Cia. Lo storico esponente della lista Agire per il Trentino, nominato persino Assessore regionale agli Enti locali, decise infatti di far migrare la sua lista civica tra le braccia di Andrea De Bertoldi e Adolfo Urso lo scorso dicembre, dopo essere stato messo alla porta da Alessandro Baracetti nella corsa per le Comunali di Trento. Uno strappo, quello tra il Centrodestra cittadino e le civiche centriste, che si è poi trasformato in un vero scontro di campo.

All’ingresso di Cia, però, non ha fatto seguito un ingresso di Fratelli d’Italia nella maggioranza regionale, saldamente in mano alla Lega e all’SVP, portando quindi alle dimissioni dell’ex-leader di Agire per il Trentino dal ruolo di Assessore. Di fatto, una “retrocessione” in termini di potere, visto che da un Assessore FdI si è trovata ad avere appena due consiglieri. Ma i numeri sono cambiati con l’ingresso di Alessia Ambrosi e Katia Rossato, passate alla Meloni tra gli insulti del Presidente della Lega Salvini Trentino Alessandro Savoi.

Una vera e propria campagna acquisti che, se in Trentino non ha un grosso peso – la maggioranza si terrebbe anche se FdI passasse all’opposizione – in Regione i voti di FdI sono determinanti. Al momento la maggioranza si tiene in piedi grazie all’appoggio della Civica di Gottardi, di FdI e della lista di destra e indipendentista Die Freiheitlichen. Tutte liste il cui appoggio, soprattutto per la presenza forte dell’SVP, non è affatto da darsi per scontato.

Diventa allora sempre più spontaneo domandarsi a che gioco stia giocando il Centrodestra. O, addirittura, se si possa ancora parlare compiutamente di Centrodestra. Perché una nota per riprendere il Consigliere Paoli per aver criticato l’abbigliamento di una consigliera d’opposizione ce lo si può attendere da partiti che fanno del politically correct il proprio mantra, non da un partito di destra ruspante e sulla cresta dell’onda.

Inoltre, con quale credibilità Fratelli d’Italia difende una consigliera del Süd-Tiroler Freiheit, partito fortemente indipendentista, erede della tradizione politica di Georg Klotz, terrorista indipendentista condannato in contumacia a più di 52 anni di carcere per tentato omicidio, attentati contro l’integrità dello Stato e cospirazione politica, oltre che responsabile della strage di Malga Sasso? Una consigliera che, tra l’altro, il 7 giugno “festeggiava” la Feuernacht – Notte dei fuochi – ovvero la notte tra l’11 e il 12 giugno 1961 quando i terroristi altoatesini misero a segno 47 attentati dinamitardi nel tentativo di negare all’Alto Adige il rifornimento di energia elettrica!

Difendere il look di una Consigliera di un partito che probabilmente vede in Fratelli d’Italia il principale nemico politico, considerando l’ideale nazionalista e centralista che lo anima, è quantomeno paradossale. Dove sono finite le decine di battaglie – sacrosante! – del Consigliere Urzì contro il terrorismo indipendentista? Dov’è la necessità di difendere l’italianità delle terre altoatesine? Davvero, in nome di una mise, si possono barattare principi fondamentali? Può veramente una battuta di un Consigliere essere mossa a pretesto per scatenare un cataclisma politico?

La sensazione è che a qualcuno i sondaggi stiano dando un po’ alla testa, figli di quell’illusione data dalle percentuali vertiginose che se non si trasformano in azioni concrete prima, in radicamento sul territorio nel mezzo e in voti poi, restano pure illusioni. Alla nota di Fratelli d’Italia probabilmente il Centrosinistra trentino e le liste irredentiste altoatesine si saranno fatte una risata: per parlare di abiti, FdI ha mostrato che il Re – il Centrodestra – è assolutamente nudo.

Raimondo Frau