Guidare senza patente? Ora si può, se sei allogeno

Bisogna alleggerire il lavoro dei magistrati. Dunque non si può far perdere tempo a lorsignori con sciocchezze tipo guidare senza patente o senza assicurazione. Non con la patente dimenticata a casa o con l’assicurazione scaduta. Proprio senza averle mai avute. E che sarà mai? Bisogna impiccare sul posto chi ha osato bere una birra prima di mettersi al volante, con fucilazione immediata per chi ha bevuto del vino. Ma se la patente non l’hai mai avuta, che problema c’è? E se distruggi l’auto o la moto di un’altra persona e non hai neppure l’assicurazione, vorrai mica infastidire i magistrati con queste quisquilie. Il fatto che la stragrande maggioranza degli automobilisti senza patente e senza assicurazione non sia indigena, e’ solo un caso. Il fatto che la stragrande maggioranza delle vittime di queste brave persone non sia allogena e’ solo un altro caso. Ma i legislatori hanno avuto la bella pensata di prevedere sanzioni economiche pesanti per chi guida senza patente e senza assicurazione. Certo, ci sarebbe quel piccolo problema legato a chi, alla guida dell’auto, e’ pure senza fissa dimora o risulta, immancabilmente, senza risorse per pagare le sanzioni e per risarcire le vittime. Ma ci faremo mica frenare da queste sciocchezzuole nella nostra marcia verso l’integrazione e la modernità. È come per le multe sugli autobus affibbiate ai “grandi doni” ed alle “grandi opportunità”. Una falsa dichiarazione di identità o di domicilio e tutto e a posto. Le multe le paghino i pensionati italiani, tutti così sfacciatamente ricchi. Mica si possono offendere i grandi doni con la pretesa del pagamento di un biglietto. Niente biglietto, niente patente, niente assicurazione. E se succede un incidente, colpa degli indigeni italiani che si sono messi per strada senza chiedere il permesso alle grandi opportunità che non sanno guidare.

Augusto Grandi
Informazioni su Augusto Grandi 346 Articoli
Dopo alcune esperienze in radio e testate locali, nel 1987 è diventato redattore del quotidiano economico Il Sole 24 ORE, come corrispondente per Torino, Piemonte e Valle d'Aosta. Oltre all'ambito giornalistico si occupa di romanzi di narrativi e saggistica. Nel 1997 ha vinto il "premio giornalistico Saint-Vincent" e nel 2011 è membro della giuria del "Premio Acqui Storia" nella sezione divulgativa. Dal 2011 è senior fellow del Centro studi Nodo di Gordio con cui collabora attivamente nella stesura di diversi articoli a sfondo geopolitico. Dal 2011 sono itineranti in Italia le sue mostre fotografiche sullo sfruttamento del lavoro nel mondo e sulla condizione del lavoro femminile, realizzate nell'ambito del Festival Nazionale della Sicurezza promosso dall'associazione Elmo e dal comune di Pergine Valsugana (Trento), col patrocinio dell'OSCE. Nel 2017 ha lasciato il Sole 24 Ore e conduce la trasmissione "Il Tafano" su Electoradio e su Radio Antenna 1. Editorialista sul mensile Espansione, collabora con la testata online "ongood".