BOTTI DI CAPODANNO: NON FARLI E’ UN ATTO DI CIVILTA’

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La notte di San Silvestro è arrivata anche quest’anno, e come da consuetudine, oltre ai festeggiamenti, verso le ore cruciali inizierà il tran tran dei cosiddetti “botti di capodanno”, se non prima. Quest’usanza, oltre a essere pericolosa per le persone, dato che negli ultimi 5 anni a causa dei petardi ci sono stati 6 morti e ben 2.311 feriti, sono dannosi anche per animali domestici e non.

Il rumore provocato dagli scoppi, è una fonte di stress enorme per gli animali : gli uccelli, ad esempio, spaventati dal fracasso, abbandonano i loro rifugi e volano all’impazzata, e la maggior parte delle volte finiscono contro tralicci dell’alta tensione e contro i muri.Gli animali domestici invece, come cani e gatti, se non vengono protetti nella maniera adeguata, la maggior parte delle volte scappano spaventati, o addirittura muoiono per colpa del terrore provocato dalle esplosioni. Per questo motivo la Federazione Italiana Associazioni Diritti Animali e Ambienti ha lanciato un appello contro i “botti” di Capodanno, proponendo alcune regole per tutelare gli animali in questa notte così difficile per loro.

 La Federazione, che raggruppa ben 23 associazioni animaliste, tra cui Enpa ( Ente Nazionale Protezione Animali ) Lav ( Lega Anti Vivisezione ) e Leidaa ( Lega Italiana per la difesa degli animali e dell’ambiente ) suggerisce di non lasciare i nostri animali soli, di non lasciarli uscire e tenerli in un posto “rassicurante”. Inoltre consiglia di non portarli fuori nelle ore cruciali, ossia quelle vicino alla mezzanotte, e se proprio necessario di tenerli perennemente al guinzaglio e fargli indossare la medaglietta identificativa con indirizzi e numeri validi.

 Molti animali, durante la notte di San Silvestro scappano terrorizzati : i meno fortunati finiscono investiti o  non riescono più a trovare la strada di casa, gli altri invece, più fortunati, vengono trovati e portati ai canili comunali, ma in assenza di microchip di riconoscimento è molto difficile ricongiungerli alle loro famiglie.

 Negli ultimi anni, grazie alle campagne di sensibilizzazione fatte dalle Associazioni Animaliste, molti Comuni del nostro paese stanno mostrando un crescente interesse a riguardo. Alcune amministrazioni comunali hanno addirittura emanato provvedimenti restrittivi o di divieto, per cercare di controllare il problema.

Cecilia Capurso

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