Editoriali Eurozona

BEPPE GRILLO E IL TEMPO DELLE SCELTE

Nigel Farage, leader dell’euroscettico UKIP, e Beppe Grillo, principale portavoce del M5S, alleati? Secondo quando emerge dall’incontro svoltosi durante la giornata di ieri a Bruxelles, è quasi fatta. Il comico genovese, giunto con lo stesso aereo che portava Salvini da Marine Le Pen, ha trascorso qualche ora assieme al grande vincitore delle elezioni europee nel Regno Unito, Nigel Farage.

Entrambi gli esponenti hanno poi, tramite la rete, espresso il loro reciproco apprezzamento. “Met @beppe_grillo for lunch today. Huge personality. Great fun to be with.” (Incontrato Beppe Grillo per pranzo oggi. Grande personalità. È un grande piacere essere con lui). È questo quanto detto su Twitter da Nigel Farage al termine dell’incontro con Beppe Grillo; lui dal suo blog ha invece riportato il comunicato stampa dell’UKIP che gli attribuisce queste parole: “Siamo Ribelli con una causa e combatteremo con il sorriso”

Beppe Grillo giungendo nel “Palazzo” della politica comunitaria si trova in una situazione particolarmente complessa. Nigel Farage è un leader nazionalista, un esponente di destra che indubbiamente potrebbe spostare il MoVimento  5 Stelle, sino ad allora al di fuori degli schieramenti, su un’asse lontano dalla politica al di fuori degli schieramenti, ma anche da quel Berlinguer tanto citato negli ultimi giorni di campagna elettorale. Facendo un’analisi al di fuori di statistiche, che si dimostrano spesso inattendibili, è anche vero che lo spostamento a sinistra negli ultimi giorni di campagna elettorale ha causato più danni che vantaggi.

È innegabile la presenza di una grossa fetta di elettorato che è riconducibile ad idee alternative a quelle della Sinistra: persone che hanno portato prima al successo della Lega Nord nel 2010, in molti non si sentivano parte del PdL, e poi presumibilmente di quello del MoVimento 5 Stelle nel 2013. Questa fetta di elettori non ama i gesti alla Roberto Benigni, tanto amati da Alessandro Di Battista, o inneggiamenti a Berlinguer.

Dall’altra vi è l’incognita della rete e di molti parlamentari che possono essere riconducibili alla ”Sinistra storica del XX secolo”, primo tra tutti Di Battista che varie volte è stato associato all’ideologia comunista.  Un passaggio a Destra andrebbe contro a molti dei loro principi ma del resto anche Matteo Salvini in gioventù amava il pensiero di Marx.

Grillo deve decidere: i Verdi europei non hanno voluto la sua ricca dote, perché su molti punti il suo pensiero era troppo distante, e non può stare al parlamento europeo al di fuori dei gruppi che si stanno costituendo, il suo peso politico sarebbe nullo. Potrebbe allinearsi con il Partito della Sinistra Europea, soluzione che potrebbe però essere ben più rischiosa di quella che lo vede a fianco a Farage.

Ma del resto è  l’ora delle scelte decisive.

M.S.

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