Mattarella in Alto Adige, Paccher consegna la lettera su Chico Forti

A 50 anni dalla nascita del Secondo Statuto d’Autonomia e a 100 dalla firma che stabilì il passaggio del Trentino-Alto Adige all’Italia, il Presidente della Repubblica Italiana e il Presidente della Repubblica federale austriaca si sono incontrati a Castel Tirolo. Il Presidente Paccher ha colto l’occasione per consegnare a Sergio Mattarella una lettera di Gianni Forti, zio di Chico, per sollecitare un intervento da parte della massima autorità italiana.

Una piccola Europa nel cuore dell’Europa. Così il Presidente della Repubblica Italiana, Sergio Mattarella, ha raccontato il Trentino-Alto Adige nel corso del suo intervento a Castel Tirolo, in occasione dei 50 anni dallo storico accordo che diede vita al Secondo Statuto d’Autonomia e a un secolo dalla firma del Trattato di Saint Germain. Una cerimonia sobria ma sentita, durante la quale hanno preso la parola, oltre a Mattarella, il Presidente della Repubblica Federale austrica, Alexander Van der Bellen e il Presidente della Provincia di Bolzano e della Regione, Arno Kompatscher.

A celebrare l’evento, le massime autorità politiche e istituzionali della Regione. Il Presidente del Consiglio regionale, Roberto Paccher, ha colto questa occasione per far pervenire al presidente Mattarella una lettera di Gianni Forti, zio dell’imprenditore Trentino Chico Forti, detenuto da vent’anni in carcere in Florida con l’accusa di omicidio.

“Ho voluto sollecitare, su richiesta dello zio di Chico l’intervento del presidente della Repubblica affinché il nostro concittadino, le cui vicende sono note, possa almeno venire a scontare la pena in Italia. Si tratta di un impegno che porto avanti con convinzione per far rispettare i diritti di un nostro conterraneo che, al di là dei meriti giudiziari, sui quali per altro anche il network statunitense CBS ha sollevato dei dubbi, deve avere la possibilità di rivedere la propria famiglia”.

In allegato la lettera di Gianni Forti da OPINIONE AGENZIA

Il Presidente Paccher ha dovuto rinviare la visita in carcere programmata per il 16 marzo

Aveva già ottenuto il permesso dal carcere di massima sicurezza in Florida e il 16 marzo avrebbe dovuto incontrare Chico Forti.  Il Presidente Paccher ha dovuto rinviare il viaggio a causa dell’emergenza Coronavirus: “La visita a Chico Forti in carcere – commenta il Presidente Paccher – è un segnale importante e non intendo rinunciare. Tuttavia le particolari circostanze ci hanno imposto di rinviare questo momento significativo: la difficile situazione internazionale mi ha costretto a posticipare un incontro sul quale stavamo lavorando da mesi e per il quale il nostro Console si era adoperato ottenendo un permesso speciale. Insieme al Console stesso e alle autorità statunitensi abbiamo concordato un rivio e, non appena sarà superato il problema del Coronavirus, farò certamente visita a Chico Forti per far sentire la vicinanza della sua terra d’origine e di tutte quelle persone che si stanno adoperando per la sua causa”.