Satira: “Ci tocca restare sempre Charlie Hebdo”

Quando la satira incalza vuol dire che sta facendo colpo. Era la seconda meta’ dell’800 quando Oscar Wilde metteva al centro dei salotti perbene il gossip. Il primo gossip da media. “C’è una sola cosa al mondo peggiore del far parlare di sé, ed è il non far parlare di sé.” Un modo di dire che – intonso – ha percorso tanta strada.

La satira latina come la conosciamo noi, quella di Lucilio anche se molti pensano ad Orazio quando si parla di arte di creazione per personaggi e stereotipi veniva usata per dire le cose che non si potevano discutere senza essere puniti. Qualcosa come la “Commedia” o “La commedia dell’arte” o il “Goldoni”: scene e atti per sciogliere temi sotto censura senza essere censurati.

Oggi come oggi non servono strettamente piu’ satira e commedia, di tutto si parla sotto il sole in Occidente, ma i due generi permangono come frutto di una grande civilta’ di cultura a tutti i livelli, quella latina. Ma anche come forma di linguaggio.

Ebbene i social dove tutto si dice hanno dato nuovo slancio alla risata. Molto di quel che viene prodotto in rete e’ vignetta. Nonostante questo la satira vive recentemente problemi: se un Vauro puo’ disegnare il pubblico non viene introdotto alla comprensione. Infatti le querele fioccano e intanto se ne parla.

Insomma la produzione locale tipica vuole che, quando qualcosa sta bussando alle porte del successo, sia preso di mira col dileggio a scopo di abbassarne il valore e renderlo compatibile con il sentimento dell’ilarita’.

Deve essere la professione di giornaliste (come scordare Giovanna Botteri) ma con questo affronto alla “Scary Monsters and Super Creeps” del compianto David Bowie arriviamo a un dialogo che sta piacendo.

Maria Giovanna Maglie e Giorgia Meloni in versione mostriciattole stanno arrivando ovunque. “Spaccano”.

La buona sorte di vivere in epoca social consente tutto tutto. Peccato appunto quando la satira – che dovrebbe essere super partes – colpisce invece sempre e solo nella stessa direzione!

Eppure per la Botteri si erano levate in coro le proteste radical chic per la derisione fisica. La satira che sfiora il bullismo quando tocca punti deboli di una persona che soffre per questo, la psicologia come la statistica e la scienza in genere non sono democratiche e liberali.

In ogni caso: ancora nessuno ha alzato gli scudi per parlarne. Eppure la vignetta del fotomontaggio gira da qualche tempo.

Sul cavalcare dell’onda del libro appena uscito della Maglie “Il mostro cinese” che parla della Covid e non e’ un fumetto, ci permettiamo di sorridere di cose molto piu’ banali, in chiusura del primo fine settimana di agosto in odore di ferie e vacanze per tutti.

Maria Giovanna Maglie

La foto montata in questione e’ recente. Non ne abbiamo mai viste di simili su Luciana Littizzetto o su Lucia Annunziata ma forse ci sono sfuggite.

Il primato europeo della strage alla redazione di Charlie Hebdo ha consentito di far conoscere a tutti il potere rilassante della risata.

Quanto fanno paura queste due donne per essere finite cosi’?

Quindi possiamo notare che non solo “Striscia la notizia” ma anche la pagina SatiriCazz hanno la loro galleria di slimer.

Chi sara’ il prossimo? (MC)