La battaglia navale tra il ministro e la Ong che fa raccogliere sempre più fondi a quest’ultima

La battaglia navale "mediatica" tra il ministro e la Ong SeaWatch fa raccogliere sempre più fondi a quest'ultima: tra le tante realtà che hanno lanciato raccolte fondi on line c’è quella della Rete nazionale antifascista. Dalle 15.00 di mercoledì 26 sono stati quasi 150mila gli euro raccolti

“In Europa l’Italia ha perso anche per questa mentalità! Si dimostrano contro il nostro Paese, contro le nostre leggi! Il PD è alla frutta…”

Con queste parole, in un post sul suo profilo ufficiale Facebook, il Segretario nazionale delle Lega Trentino e Assessore alla cultura e all’istruzione Mirko Bisesti nel definire la contro-tendenza in atto del PD, uscito sconfitto da quasi tutte le tornate elettorali (da ben prima delle elezioni politiche del 2018 ad oggi), in Trentino e non solo.

Il riferimento dell’Assessore e Segretario nazionale della Lega trentino, si rifà alla notizia data nella tarda serata di ieri, di una delegazione del PD che, come riportavano le agenzie d’informazione, si stava dirigendo a Lampedusa, per portare solidarietà agli immigrati. Ma non solo.

Sempre il Partito Democratico, in queste ore, sta raccogliendo fondi per sostenere la ong tedesca, battibandiera olandese, che dopo aver “forzato il blocco” ed essere entrata in acque territoriali italiane, in netta sfida al ministro dell’interno e Vicepremier Matteo Salvini, contravvenendo alle leggi italiane, ora chiede che i quarantadue migranti vengano fatti scendere al più presto a Lampedusa. Alla faccia dell’altro porto più vicino, ovvero quello Maltese e delle regole di Dublino sul diritto internazionale del salvataggio in mare dei naufraghi.

Una “rete anti-fascista”, che in poche ore ha raccolto quasi 150mila euro per la Sea Watch. Nave che, ricordiamolo, ha contravvenuto alle leggi italiane e che ora potrebbe subire, per la prima volta, le sanzioni previste dal decreto sicurezza bis varate e approvate l’11 giugno.  Una multa dai 10mila ai 50mila euro, ai sensi proprio del decreto sicurezza bis.

E così anche la rete, almeno una parte della rete, ha risposto a modo proprio. Raccogliendo in 24 ore, come rilanciato da Open, quasi 150mila euro su Facebook. “Dalle 15.00 di mercoledì 26 sono stati quasi 150mila gli euro raccolti. In sole dodici ore, in pratica, l’associazione è riuscita a raggiungere la cifra che coprirebbe la sanzione al comandante”. «E se viene sequestrata la nave, siamo pronti a ricomprarla», aveva detto a Open Fabio Cavallo, tra i più attivi nella raccolta fondi.

Alla faccia di ciò che scrive ieri l’altro Vicepremier e ministro del lavoro e dello sviluppo economico Luigi Di Maio:

“[…]Come mai la Sea Watch neanche prova più ad avvicinarsi alle coste maltesi o alle coste greche? Semplice, a Malta come in Grecia non fa notizia. Hanno preferito restare 14 giorni a largo delle nostre coste anziché chiedere a La Valletta, Madrid o Atene lo sbarco. I governi di questi tre Paesi sono forze politiche tradizionali europee. Se uno dei popolari europei o dei democratici europei ti nega lo sbarco, i media neanche ne parlano, se lo fa il Governo italiano si mette in moto il carosello. La Sea Watch si fa pubblicità e raccoglie più fondi per carburante, viveri e riparazioni, così può ripartire. 
La Corte di Strasburgo gli nega lo sbarco? Meglio, si pubblicizza ancora di più il brand. Qualcun altro nel governo gli risponde via social? Ottimo, ci saranno in tutto il mondo una serie di finanziatori alla Soros pronti ad incrementare i loro bonifici […]” 

«Sì, sì. Soros, gli alieni, il complotto», gli risponde il finanziatore Fabio Cavallo. «Se siamo arrivati a questo punto è colpa loro, del Movimento 5 Stelle, che ha portato al governo quell’alleato». «E ora stiamo facendo fare una figuraccia a Salvini e al suo Governo, che non rappresenta 60 milioni di italiani, ma solo una sua parte».