L’ozio: padre ti tutte le virtù

Ho appena ordinato – con imperdonabile ritardo – il libro di Tom Hodgkinson, L’ ozio come stile di vita. Come sempre accade quando attendo un libro, comincio a fantasticare e a pensare a quale potrebbe essere il suo contenuto. Mi troverà d’accordo? Riuscirà Tom Hodgkinson a rendermi ancora più ozioso?

Partiamo un po’ da lontano, da Lucio Annea Seneca (4 a.C – 65). Nelle Lettere a Lucilio, Seneca consiglia innanzitutto di esser padroni del tempo: “renditi veramente padrone di te e custodisci con ogni cura quel tempo che finora ti era portato via, o ti sfuggiva”. Il tempo, secondo il filosofo, è l’unica cosa che appartiene all’uomo – “tutto, o Lucilio, dipende fagli altri; solo il tempo è nostro” – ed è quindi necessario usarlo con cura. Usare bene il tempo significa dedicare parte di esso alla contemplazione del Bello, del Buono, del Vero e del Giusto. Per godere del tempo bisogna quindi essere oziosi.

Presso i Romani, infatti, la parola ozio non era utilizzata negativamente: indicava il tempo in cui gli uomini non si dedicavano alla res pubblica, ovvero il tempo in cui era possibile dedicarsi alle proprie passioni. Potremmo quindi tradurre la parola ozio con “tempo libero” e ciò mi spinge ad una riflessione: dovremmo infischiarcene del motto moderno “time is money” ed imparare a godere del tempo per approfondire i nostri interessi. Il tempo è lusso. Non sprechiamolo.

Matteo Carnieletto