Le sorelle Mirabal, la storia dietro la "Giornata contro la violenza sulle donne"

Il 25 novembre è la data universalmente riconosciuta per la celebrazione de “La Giornata Internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne”. Questa ricorrenza è stata istituita il 17 dicembre 1999 dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite tramite la risoluzione numero 54/134.
Sebbene questa iniziativa esista da quasi un ventennio, non sono in molti a conoscere la storia che c’è dietro la scelta di questo giorno come simbolo della lotta alla violenza sulle donne.
L’ONU, ufficializzando il 25 novembre come data simbolo di questa campagna, ha voluto rendere omaggio a tre sorelle dominicane che furono assassinate proprio in quel giorno del 1960 per le loro idee politiche in costrasto con il regime dittatoriale di Rafael Leònidas Trujillo che controllava il paese.
Patria, Minerva e Maria Teresa Mirabal, nate tra il 1924 e il 1935 a Santo Domingo, divennero il simbolo della lotta alla violenza contro le donne a seguito del loro assassinio molto prima che l’ONU rendesse loro omaggio.
Le sorelle Mirabal, vedendo il loro paese in declino a causa della dittatura trujillista, decisero di aderire al movimento rivoluzionario clandestino, fondato da Manolo Travares Justo, chiamato “Movimento 14 di giugno”. Questo gruppo si riproponeva di combattere attivamente il regime di Trujillo per far tornare la democrazia nella Repubblica Dominicana.
Il “Movimento 14 di giugno” non ebbe vita lunga e riuscì a sopravvivere alla repressione governativa solamente qualche mese, quando a seguito di un’azione del SIM (Servicio de Inteligencia Militar), il servizio segreto del regime, furono arrestati tutti i membri comprese le sorelle Mirabal e i loro mariti.
Da quel momento per Patria, Minerva e Maria Teresa iniziò un calvario senza fine. Scarcerate pochi mesi dopo, le tre sorelle continuavano a far la spola tra le loro case e il carcere di “La 40” dove erano detenuti i loro mariti.
Il 25 novembre 1960, proprio mentre si recavano a “La 40” in visita, la loro auto venne fermata dalla polizia e, dopo essere state costrette a scendere furono portate in un vicino campo di canna da zucchero ove vennero torturate, massacrate a colpi di bastone e strangolate. Successivamente per evitare eccessivi clamori venne inscenato un’incidente stradale e l’auto venne gettata in una scarpata.
Nelle intenzioni di Rafael Leònidas Trujillo l’omicidio delle tre sorelle Mirabal, unito all’incarcerazione degli altri membri del “Movimento 14 di Giugno”, doveva porre fine alle cospirazioni e mettere a tacere la ferma opposizione al suo regime. Così non fu, la notizia della scomparsa delle tre sorelle creò invece una nuova consapevolezza nell’opinione pubblica dominicana che culminò con l’assassinio dello stesso Trujillo e alla fine del regime dittatoriale nel 1961.
Quasi quarant’anni dopo l’omicidio di Patria, Minerva e Maria Teresa, l’ONU decise di commemorarle e di renderle il simbolo della campagna per l’eliminazione della violenza contro le donne, un’iniziativa che ha preso sempre più piede fino a diventare una delle campagne più importanti tra quelle esistenti.
Anche nel 2018 il tema della violenza contro le donne è ancora di stretta attualità, troppo spesso si sente di abusi perpetrati ai danni del genere femminile. Continuare a promuovere iniziative come “La Giornata Internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne” ci permette di “tenere alta la guardia” e sensibilizzare l’opinione pubblica su questo tema importante.
Carlo Alberto Ribaudo