Lagarde (BCE): “Agirò nell’interesse dei Paesi con politiche più accomodanti”

Christine Lagarde, l’avvocato francese nonché donna “di fiducia” di Nicolas Sarkozy, molto probabilmente succederà dal prossimo novembre a Mario Draghi alla guida della Banca Centrale Europea, cambiando così leadership dopo 8 anni.

In occasione della seduta del Parlamento europeo che anticipa la votazione, che avverrà in queste ore, la Lagarde ha parlato degli obiettivi della direzione in pectore, focalizzandosi sui compiti e le prospettive di crescita economica comparando la complessa situazione dell’Europa con la sua esperienza professionale presso il FMI.

Ho deciso di assumermi l’impegno in queste vesti perché essere al servizio dei cittadini europei, cosciente che una qualsiasi politica sbagliata può avere delle ripercussioni profonde nella vita quotidiana è un onore per cui vale la pena sacrificare il proprio tempo” ha affermato la Lagarde prima di esporre la principali problematiche: le disuguaglianze sociali, il cambiamento climatico e la crescita a due velocità.

Particolarmente significativo è il passaggio successivo: “Quelli dell’ascolto di tutti e dell’apertura alla società civile sono valori in cui credo e che porterò avanti da Presidente della BCE, attraverso l’impegno nel rispondere agli ostacoli che ci verranno posti e tramite l’inclusività da raggiungere con politiche più accomodanti“.

Si aspetta di capire, ma soprattutto di vedere, in che cosa consisteranno concretamente queste “politiche più accomodanti“. Da un lato si potrebbe trattare di una presa di coscienza dell’insofferenza di molti europei verso la cosiddetta “eurocrazia” e di un immediato correttivo prima dell’esplosione di nuovi movimenti simili alla Brexit; dall’altro, l’ennesimo giro di parole per affermare l’esistenza di un’Europa di Serie A e una di Serie B, con la distinzione basata non tanto su effettivi meriti economici quanto piuttosto sulla fedeltà alla UE.