BCE: “Con Draghi spread dell’Italia calato notevolmente”

DAVOS/SWITZERLAND, 25JAN13 - Mario Draghi, President, European Central Bank, Frankfurt is captured during the special address session at the Annual Meeting 2013 of the World Economic Forum in Davos, Switzerland, January 25, 2013. Copyright by World Economic Forum swiss-image.ch/Photo Remy Steinegger

 “I differenziali dei titoli di Stato italiani sono diminuiti notevolmente nel periodo precedente la formazione di un nuovo governo da parte dell’ex presidente della Bce Mario Draghi e hanno brevemente raggiunto un nuovo minimo pluriennale prima di tornare a crescere.”

A dirlo è stata la Banca Centrale Europea che, all’interno del suo bollettino economico, ha evidenziato come con l’arrivo di Mario Draghi alla guida del Governo italiano, lo spread italiano sia tornato a decrescere dopo un periodo difficile dovuto alle incertezze generate (anche) dalla crisi di Governo di Febbraio.

Analizzando nello specifico quanto riportato dalla BCE, i differenziali di stato italiani avrebbero subito un calo di 12 punti percentuali assestandosi sullo 0.73%. Nel medesimo periodo preso in esame, quelli tedeschi, spagnoli e francesi sarebbero aumentati di 1 punto (Germania e Francia) e 6 punti (Spagna).

La BCE con il suo bollettino, come riportato da ANSA, ha però specificato come l’incertezza causata dal Covid-19 continui ad influenzare le previsioni economiche fatte a breve termine, aggiungendo però come il proseguo delle campagne vaccinali e il futuro allentamento delle misure restrittive lascino ben sperare in una futura ripresa delle attività economiche già nel corso del 2021.

Non solo, la Banca Centrale Europea ha anche affermato di essere pronta ad impegnarsi attivamente per ostacolare l’aumento dei tassi d’interesse, dato che questo potrebbe condurre ad un “inasprimento prematuro delle condizioni di finanziamento per tutti i settori dell’economia”. Inoltre la BCE ha anche specificato di attendersi un aumento degli acquisti nell’ambito del PEPP (Pandemic Emergency Purchase Programme) che dovranno essere implementati e avvenire a ritmi molto più elevati di quanto fatto sino a questo momento.

“Nel medio periodo, la ripresa dell’economia dell’area dell’euro dovrebbe essere sorretta dalle favorevoli condizioni di finanziamento, dall’orientamento espansivo delle politiche di bilancio e da una ripresa della domanda al graduale venir meno delle misure di contenimento. L’efficacia del pacchetto per la ripresa dipenderà dal raggiungimento di un equilibrio adeguato tra investimenti e riforme, che si rafforzano reciprocamente. A tal fine, è fondamentale un esame attento dei piani nazionali per la ripresa e la resilienza, volto a verificare che i criteri valutativi stabiliti nel relativo regolamento dell’UE siano pienamente rispettati” ha aggiunto ancora la Banca Centrale Europea.

Concludendo, la banca ha invitato gli stati europei a prestare massima attenzione nell’implemento delle competenze amministrative così da riuscire a garantire che i fondi vengano sfruttati appieno (e rapidamente) per “una spesa pubblica produttiva”.