Lotta ai cambiamenti climatici. Ad inquinare è soprattutto l’Asia e non (direttamente) l’Europa

Lotta ai cambiamenti climatici, ma solo se guardiamo con i paraocchi. In questi giorni di discussione all’ONU, di probabili Premi Nobel a Greta Thunberg e di studenti che con il presumibile avvallo di Ministri marineranno la scuola, l’argomento ambiente e cambiamenti climatici viene ancora affrontato con i paraocchi. I cambiamenti climatici ci sono, ovviamente, ma non si guarda al maggiore responsabile di questi: la Cina. Se infatti sommiamo tutte le emissioni di CO2 dei paesi europei non si raggiunge neanche la metà della cifra emessa dalla Cina. A differenza del resto del mondo un po’ tutti i paesi europei hanno diminuito le emissioni nel quindicennio 1990-2004. Nello stesso periodo, per intenderci, quelle cinesi sono cresciute oltre il 109%.

Si ricorda, tanto per fare un esempio, che soltanto pochi mesi fa un rapporto dell’Health Effects Institute ha riferito che lo smog in Cina avrebbe portato a 1,6 milioni di morti premature ogni anno.

In questo contesto sorprende l’Italia che è uno dei paesi che inquina meno e le cui emissioni decrescono di anno in anno. Tra il 1990 e il 2017 le emissioni di tutti i gas serra sono passate da 518 a 428 milioni di tonnellate di CO2 mentre le emissioni da impianti per la produzione di energia e da impianti industriali sono in netta diminuzione (-23.6% e -45.2% rispettivamente).

Inoltre nel 2018, secondo le prime stime di Eurostat, c’è stata una riduzione del 2,5%. L’Italia, con un -3,5%, ha tagliato l’anidride carbonica più della media, come la Francia (-5,4% la Germania)

Stesso discorso riguarda i mari. L’Europa contribuisce all’inquinamento marittimo per la portentosa cifra dello 0,28%. Il sud est asiatico, con Cina ed Indonesia in testa, con il oltre il 60% delle emissioni. Cosa significa? Che in proporzione, se noi inquiniamo una bottiglietta d’acqua, altri riempiono piscine olimpioniche. Certamente anche la bottiglietta ha la sua importanza, ma i problemi sembrano ben altri.

L’Africa inquina per il 7,8%, il Sud America con il 4,8% ed gli Stati Uniti con lo 0,9%. Dei 122 fiumi che inquinano di più al mondo 103 si trovano in Asia, otto in Africa, otto in Sud e Centro America, e uno in Europa. Un qualcosa che non è reale? Assolutamente no perché sull’inquinamento dei fiumi in Asia vi sono migliaia, se non milioni o miliardi, di testimonianze.

Conclusioni sul problema ambiente: iniziare a valutare dove effettivamente l’inquinamento della terra viene prodotto e si spostino gli inutili Friday for Future fatti a Roma o Parigi a Shenzhen o Taipei. O più realisticamente si inizi a valutare la necessità di acquistare ogni prodotto, tecnologico o di vestiario fatto in Taiwan o in Cina. Difficile? Certo, ma dal momento in cui si indossano abiti firmati e si scrive da smartphone si contribuisce a finanziare aziende che dell’ambiente se ne infischiano. E si diventa parte del problema.