Urzì: “Fermare le campagne contro la legge salva bebè”

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La legge Salva Bebè, che sancisce l’obbligo dei dispositivi antiabbandono per evitare che alcuni genitori possano scordarsi i propri bambini in auto con conseguenze spesso fatali, è stata messa sotto accusa.

La proposta – presentata da Fratelli d’Italia e da Giorgia Meloni e accolta da tutte le forze politiche con compiacimento – è stata criticata da alcuni che, ritenendo che siano morti negli anni scorsi “solo” una decina di bambini, affermano come questa disposizione sia inutile nonché pericolosa per la salute dei bambini, a causa della presenza di sensori elettromagnetici. A sostegno della loro causa, queste persone hanno anche avviato una raccolta firme.

L’allarme evidenziato da questa petizione è del tutto infondato, privo di evidenze scientifiche e strumentale” sostiene Alessandro Urzì, Consigliere provinciale di Fratelli d’Italia in Alto Adige. “Al giorno d’oggi ci sono genitori che non vogliono nemmeno vaccinare i loro figli, esponendoli a rischi ben più gravi per la loro salute. Adesso c’è anche chi non vorrebbe un seggiolino perché teme possa nuocere ai bambini, dimenticandosi però che le moderne automobili sono dotate, ad esempio, del dispositivo bluetooth con le conseguenti onde elettromagnetiche. Trovo assurdo che li si voglia preservare da questo e non da un pericolo di morte“.

Ma il Consigliere ricorda anche come il bluetooth sia in realtà una tecnologia sicura, a ulteriore difesa della legge Salva Bebè: “L’intensità e la potenza del segnale sono particolarmente basse. L’Unione Europea ha infatti fissato un valore minimo di tasso d’assorbimento specifico di 2 watt per chilogrammo. I dispositivi salva bebè oggi sul mercato generano un valore di 0,0099 watt per chilogrammo, quindi circa 200 volte inferiore al limite europeo. Un margine di sicurezza piuttosto ampio“.

Trovo queste preoccupazioni infondate – continua Urzì – ma che mirano a mettere in discussione una legge attesa da tempo e che avrebbe potuto salvare la vita di tanti bambini che non ci sono più per una distrazione dei genitori. La tragedia di Luca, bimbo di due anni morto il 19 settembre dopo essere stato dimenticato in macchina sotto il sole per cinque ore, oggi grazie al seggiolino Salva Bebè non accadrebbe“. Conclude: “Vanno arginate certe iniziative contro il buon senso“.