Indice RT questo sconosciuto. Crea e distrugge ma la sua genesi è ignota (come giusto che sia?)

Nella consueta conferenza stampa di sabato il presidente della Provincia Autonoma di Trento Maurizio Fugatti, sollecitato dalle domande dei giornalisti collegati, spiega che da lunedì il Trentino sarà in zona arancione poiché l’indice RT è aumentato.
Prosegue affermando che non è dato conoscere quali siano i parametri presi in considerazione e quale peso abbiano nel formare il famigerato indice.
Ciò poiché trattasi di un algoritmo gestito dal Ministero della Salute per cui le regioni, come è giusto che sia, non sono a conoscenza dei parametri. Ed aggiunge che altrimenti le regioni farebbero di tutto per far decrescere l’indice RT. Il dott. Benetollo, di li a poco conferma quanto espresso dal Presidente.

Queste affermazioni espresse dai vertici della Provincia lasciano davvero sbalorditi ed attoniti.
Come si può affermare candidamente che un parametro che influenza e regolamenta le nostre vite ormai da un anno sia in qualche modo sconosciuto anche ai massimi gestori istituzionali?

Come può il vertice della Giunta provinciale Trentina affermare che sia corretto mantenere il segreto su un parametro che tanto pesantemente influenza la vita, l’economia, il presente ed il futuro dei cittadini Trentini? Come si può affermare che sia corretta la mancata trasparenza?


Come può il Presidente della Provincia Autonoma di Trento giustificare questo atteggiamento oligarchico con un “Poiché altrimenti le regioni cercherebbero di abbassare l’indice RT”?
Se abbassare l’indice RT corrisponde alla riduzione dei contagi si tratterebbe di  azione meritoria; grave è, quindi, usare questo come giustificazione.
Se, al contrario, questa ultima affermazione sottendesse a possibili alterazioni truffaldine dei dati trasmessi al Ministero è altrettanto il poterlo solo supporre a livello istituzionale.

Tutto ciò fra l’assordante silenzio della stessa maggioranza e delle farlocche opposizioni locali.

Il Covid diventa quindi un affare complesso dove maggioranza e opposizione, sia a livello nazionale sia a livello locale, non fanno altro che muoversi in un contesto chiaroscuro. La sinistra a livello provinciale ha montato polemiche per due settimane, salvo poi dopo ritirarle, in merito ai dati dei tamponi rapidi. Classico esempio di falso problema.

Silenzio vi è stato sulla controversa questione della riapertura degli impianti sciistici; anche loro -l’opposizione- avrebbe fatto piacere andare a sciare questo inverno. Letteralmente il tema sci è stato un argomento tabù, troppo pericoloso perché avrebbe inimicato troppi amici e sponsor.
Le immagini delle piste da sci colme di Lombardi dello scorso marzo hanno lasciato ancora perplessi i componenti del comitato tecnico scientifico, sempre timorosi e propensi alle chiusure sfrenate e alla fine, quando la politica non ha avuto coraggio di fare una scelta impopolare, ma doverosa, ha trovato altre soluzioni.

In questo contesto poco importa se a rimetterci sono state anche altre attività, perché si doveva difendere a tutti i costi un settore che politicamente è potente e intoccabile. Il problema infatti non è tanto la questione inerente la possibilità di prendere una funivia e di sciare, ma quanto tutto il settore che ruota intorno a questa attività che coinvolge bar, ristoranti e hotel presso le località sciistiche. L’insistenza nel voler aprire a tutti i costi impianti da sci ha portato a delle conseguenze che si sono ritorte a danno anche degli albergatori, dei ristoratori e degli esercenti dei bar dei paesi e delle città del Trentino oltre che della miriade di piccole attività economiche al servizio dell’industria turistica.

Ma evidentemente va bene così: l’assessore Failoni ha fatto vedere di essere lo strenuo difensore di quel settore che vede lui stesso, nei fatti, come una parte integrante.

Il tutto grazie anche ad un centro-sinistra che si è fissato su un punto inesistente, ma che ha  fatto ciò al solo scopo di nascondere quello che invece il governo aveva sino ad allora sbagliato.

E qui si ritorna al punto di partenza della questione inerente le dichiarazioni rese da Fugatti, dichiarazioni che sono certamente gravi ma che, per i motivi di cui sopra, non possono essere contrastate manco dal centrosinistra quale arma politica.

Intanto i cittadini Trentini, i cittadini Italiani, vedono il loro presente ed il loro futuro, sotto scacco in nome dell’innominabile Dio RT. Il misterioso dato che emerge da un’altrettanto misterioso algoritmo mai reso noto.

Trasparenza? Rispetto istituzionale? Democrazia? Dettato costituzionale? Ne riparleremo un’altra volta, per ora speriamo e preghiamo San Pfizer e Santa AstraZeneca.

Raimondo Frau