Eurozona

Ungheria, Borchia (Lega), su democrazia questa Ue non può impartire lezioni

Non usa mezzi termini l’Europarlamentare Paolo Borchia in merito al recente scontro tra Ungheria e Unione europea. “Probabilmente – afferma l’esponente della Lega – la democrazia può fare dei passi in avanti in Ungheria, così come in tanti altri Paesi, ma gli attuali vertici dell’Unione europea sono gli ultimi che possono impartire lezioni. Fa sorridere, ma neanche tanto, che all’interno di questa Europa ci si dichiari preoccupati dai diritti delle minoranze quando, per primi in quest’aula, non si rispetta il pensiero di chi ha un’idea di Europa diversa”.

L’Europarlamentare ha inoltre voluto aggiungere: “È tutto drammaticamente coerente con la scellerata uscita della Von der Leyen che, a pochi giorni dal voto in Italia, ha minacciato di avere strumenti a disposizione qualora le cose andassero in una “direzione difficile”. È urgente una riflessione proprio ai fini della tenuta dell’Europa stessa: è più pericolosa l’aspirazione di governi democraticamente eletti di sottrarsi al pensiero unico dei nuovi diritti o piuttosto l’autoincoronazione della presidente della Commissione a guardiana dei Trattati in materie che i Trattati stessi non assegnano all’Unione?”.

Il Parlamento ha infatti condannato “i tentativi deliberati e sistematici del governo ungherese” volti a minare i valori europei e chiede di avanzare con la procedura dell’articolo 7.

Il Parlamento ha inoltre deplorato l’incapacità del Consiglio di compiere progressi significativi per contrastare l’arretramento democratico e sottolinea come l’articolo 7, paragrafo 1 non richieda l’unanimità degli Stati membri per identificare un chiaro rischio di grave violazione dei valori UE né per formulare raccomandazioni e scadenze precise. Secondo i deputati, qualsiasi ulteriore ritardo equivarrebbe a una violazione del principio dello Stato di diritto da parte del Consiglio stesso.

Inoltre, i deputati esortano la Commissione a utilizzare tutti gli strumenti a sua disposizione, in particolare il Regolamento sulla condizionalità di bilancio.

In un momento in cui i valori UE sono particolarmente minacciati dalla guerra russa contro l’Ucraina e dalle sue azioni anti-UE, i deputati chiedono alla Commissione di: astenersi dall’approvare il PNRR ungherese fino a quando l’Ungheria non si sarà pienamente conformata a tutte le raccomandazioni del Semestre europeo e a tutte le sentenze pertinenti della Corte di giustizia dell’UE e della Corte europea dei diritti dell’uomo; escludere dal finanziamento i programmi di coesione che contribuiscono all’uso improprio dei fondi UE o alle violazioni dello Stato di diritto; e applicare in modo più rigoroso il Regolamento sulle disposizioni comuni e il Regolamento finanziario per contrastare qualsiasi abuso dei fondi UE per motivi politici.

Secolo Trentino