Editoriali

Benedetto XVI, il Papa enigmatico

Che Papa è stato benedetto XVI? Un semplice Papa di passaggio, un Papa conservatore o un Papa rivoluzionario? Non è facile riuscire a inquadrare la sua figura anche perchè già nel nome scelto da questi come Pontefice emerge una natura profondamente enigmatica.

“Ho voluto chiamarmi Benedetto XVI – aveva spiegato il pontefice nella sua prima udienza – per riallacciarmi idealmente al venerato Pontefice Benedetto XV (Giacomo Della Chiesa, il pontefice genovese che governò la Chiesa tra il 1914 e il ’22 e definì la Prima guerra mondiale “inutile strage”, ndr), che ha guidato la Chiesa in un periodo travagliato a causa del conflitto mondiale. Fu coraggioso e autentico profeta di pace e si adoperò con strenuo coraggio dapprima per evitare il dramma della guerra e poi per limitarne le conseguenze nefaste. Sulle sue orme desidero porre il mio ministero a servizio della riconciliazione e dell’armonia tra gli uomini e i popoli”.

Un riferimento pesante a un Papa poco conosciuto dai fedeli, ma fondamentale nella storia del cattolicesimo nel corso del XX secolo.

Profondo studioso, Benedetto XVI ha – nel corso del suo pontificato – fornito una visione della Chiesa forse molto più attuale e moderna rispetto a quella esercitata dal suo successore. È quasi impossibile dare una definizione, una classificazione, un qualche elemento identificativo di una figura così complessa. Non fu un grande comunicatore come Giovanni Paolo II, ma la celebrazione della Messa e dei vari riti della liturgia cattolica venivano magistralmente ufficiati da lui, amava mostrarsi con abiti di altri tempi, ma vedeva l’uso di questi come un modo per dare un’immagine di potenza non all’uomo ma a Dio di cui lui era un semplice messo. Visto dalla sinistra come un conservatore impenitente, lasciò disorientati gli ambienti più reazionari della fede cattolica in occasione della sua abdicazione, abdicazione che ha portato persino in molti a ritenere l’attuale Pontefice un usurpatore. Eppure proprio la sua rinuncia ha aperto la strada all’elezione come Pontefice di Jorge Mario Bergoglio, scombinando le intenzioni di tutti coloro che credevano impossibile una sua abdicazione. Proprio con Francesco il rapporto è stato complesso: all’inizio cordiale, ma successivamente sono emerse quelle diversità sempre più foraggiate da coloro che non amano il Papa argentino.

Teologo conservatore, ha spianato la strada all’elezione di un successore riformista. Custode della tradizione, con la sua rinuncia ha rivoluzionato per sempre il papato. Nelle intenzioni dei suoi sponsor avrebbe rilanciato i principi di Papa Giovanni Paolo II, accentuandone l’intransigenza nei confronti della modernità; ha lasciato esplodere – forse volutamente – gli scandali che iniziavano a venire a galla.

Secolo Trentino