D’Alema e Berlusconi: l’odore del sangue tra i politici italiani

Finalmente la resa dei conti. Forse. Non siamo, purtroppo, in un film di Sergio Leone e in palio c’è più di un mucchio di dollari. Ma l’odore del sangue sta spingendo i politici italiani verso uno scontro che, per qualcuno, sarà comunque finale. Non si sa se D’Alema abbia dichiarato davvero che voterà Raggi per affossare il bugiardissimo o se si tratti – come sostiene baffino – di una manovra dell’house organ renziano (uno dei tanti quotidiani di servizio). Sicuramente è credibile che parte del Pd non sopporti più il premier nonché lider maximo del partito e che sia pronta a colpirlo ogni qual volta si presenti l’occasione, dalle amministrative al referendum. Un altro quotidiano di servizio si indigna contro questa sindrome autodistruttiva della sinistra, fingendo di non sapere che al bugiardissimo interessa solo il suo giglio magico e non la sinistra, le banche dei suoi amici e non le idee dei suoi compagni.

Ma il sangue, metaforico, può scorrere anche altrove. Forza Italia, sempre più partito famigliare, vede scendere in campo Marina Berlusconi contro il cerchio tragico che circonda il padre. E nella faida semi famigliare si notano anche le ironie (un tempo impensabili) sul pianto a favore di telecamera della Pascale, considerata una delle responsabili sia del tracollo fisico di Berlusconi sia del disastro politico di Forza Italia. Scivolando verso il basso, di consensi, e’ evidente anche lo scontro in atto tra i pretoriani del partito romano della Meloni ed i fratelli d’Italia convinti che l’Italia non sia contenuta solo all’interno del raccordo anulare. Il sistema elettorale non prevede che un successo parziale a Roma si trasformi in eletti nel resto del Paese.

E l’inconsistenza ed irrilevanza di Fdi nella stragrande maggioranza dell’Italia difficilmente entusiasmerà un popolo che non trova riferimenti politici per la propria delusione o rabbia. I voti per i 5 stelle sono l’inevitabile conseguenza di un profondo disgusto nei confronti degli altri schieramenti. E se anche i grillini dovessero deludere, non ci sono altri schieramenti in grado di intercettare questa frustrazione. Il centrodestra prova a ricompattarsi, cercando di mettere insieme volti nuovi di Forza Italia con la Lega, al Nord. Sognando di riunire anche Fitto e Tosi che, per parte sua, e’ già pronto a sostenere il bugiardissimo. Oddio, quella di Tosi non è proprio una scialuppa di salvataggio, tutt’al più un salvagente bucato. Ma nel gioco al massacro va bene anche il sindaco di Verona.

Augusto Grandi
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Dopo alcune esperienze in radio e testate locali, nel 1987 è diventato redattore del quotidiano economico Il Sole 24 ORE, come corrispondente per Torino, Piemonte e Valle d'Aosta. Oltre all'ambito giornalistico si occupa di romanzi di narrativi e saggistica. Nel 1997 ha vinto il "premio giornalistico Saint-Vincent" e nel 2011 è membro della giuria del "Premio Acqui Storia" nella sezione divulgativa. Dal 2011 è senior fellow del Centro studi Nodo di Gordio con cui collabora attivamente nella stesura di diversi articoli a sfondo geopolitico. Dal 2011 sono itineranti in Italia le sue mostre fotografiche sullo sfruttamento del lavoro nel mondo e sulla condizione del lavoro femminile, realizzate nell'ambito del Festival Nazionale della Sicurezza promosso dall'associazione Elmo e dal comune di Pergine Valsugana (Trento), col patrocinio dell'OSCE. Nel 2017 ha lasciato il Sole 24 Ore e conduce la trasmissione "Il Tafano" su Electoradio e su Radio Antenna 1. Editorialista sul mensile Espansione, collabora con la testata online "ongood".