Società

Abbattere le statue per creare nuovi schiavi

La furia iconoclasta che vede i politicamente corretti yankee distruggere le statue ed i simboli sudisti ricorda, molto da vicino, le proposte di Fiano e Boldrine in Italia. Distruggere il passato, cancellare ogni memoria degli sconfitti. E poi, progressivamente, cancellare ogni memoria tout court. Perché la memoria crea identità ed i servitori della globalizzazione devono cancellare identità e memoria per forgiare l’uomo nuovo, lo schiavo sostituibile in ogni momento perché identico in ogni parte del mondo. Schiavi che accettano salari sempre più bassi perché ce lo chiede Soros, schiavi che si convincono di essere uguali ai padroni perché così viene spiegato. Schiavi del pensiero unico obbligatorio e globale. Schiavi che, come unico momento di libertà, diventano sempre più violenti ed aggressivi nei confronti di altri schiavi. Come le grandi risorse cecene che hanno ammazzato il ragazzo italiano in Spagna. Profughi in fuga dalla guerra, ovviamente, e pronti a portare la guerra contro chi li ha accolti.
Ma l’importante è cancellare ogni memoria, ogni ricordo, ogni identità e radicamento. “I vinti sono stati giudicati e condannati dalla storia “, ci spiegano gli eredi dei vincitori. In realtà i vinti hanno solo sbagliato i calcoli sulle armi con cui condurre la guerra. D’altronde la furia iconoclasta tocchera’, dopo i vinti, anche i vincitori politicamente scorretti. Abbatteremo le statue degli imperatori romani perché hanno occupato altre terre, cancelleremo Carlo Magno e Napoleone. Via le statue del risorgimento e, subito dopo, anche quelle del Rinascimento. Perché bisogna abbattere i simboli culturali, più pericolosi ancora di quelli militari. Bisogna aumentare l’ignoranza, riducendo lo studio. Non a caso si è scelta Fedeli come ministro della scarsa istruzione. Chi sa, comanda. Chi non sa, fa lo schiavo ed è talmente ignorante da non accorgersene. Eliminiamo Dante e Michelangelo e avanti con Fedez e J-Ax.
Augusto Grandi

Riguardo l'autore

augustograndi

Augusto Grandi, giornalista professionista. Corrispondente del Sole 24 Ore. Premio St.Vincent di giornalismo nel 1997.

Ha pubblicato libri di saggistica e di narrativa. Tra i primi "Sistema Torino", "Sistema Piemonte", "Lassù i primi, la montagna che vince" (Premio Acqui Ambiente), "Eroi e cialtroni, 150 anni di controstoria", "Il Grigiocrate Mario Monti". Per la narrativa "Un galeone tra i monti", "Baci e bastonate" (premio Anguillarino), "Razz, politici d’azzardo".

È membro della giuria del premio Acqui Storia.

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