Bologna, blasfemia sulla Madonna, per la festa dell’Immacolata

La festa per l’8 dicembre (che ricorda l’Immacolata e che – volendo fare gli atei a tutti i costi – viene per lo più ricordata perché è il primo ponte in cui si va a sciare) è diventata occasione di sberleffo per una squadriglia di bontemponi annoiati e perditempo bolognesi, che – avendo per l’appunto dei giorni da perdere – hanno deciso di organizzare un party in pieno clima di blasfemia, chiamato “Immacolata contraccezione”.

Alla faccia della pianura padana, bella differenza tra Bologna e Milano, sul calendario si festeggia Sant’Ambrogio, e se si ferma Milano, capitale economica nazionale, tutt’Italia un pochino si ferma, ma non diventa di certo blasfema.

Attacco dissacrante e dissacratorio alla/della Madonna, che per di più è simbolo centrale nella famiglia, a prescindere dal credo esatto. Una blasfemia che può trovare spazio tra le mura domestiche o nel circolo della bocciofila, ma non poteva passare inosservata, infatti è stata organizzata social, su facebook.

La porta dell’Inferno di Dante secondo Gustave Doré

“Per me si va ne l’etterno dolore” diceva la III cantica o canto terzo del dantesco inferno.

La questione è molto semplice: per la correttezza intesa nella sua seconda accezione, ovvero per un sano omportamento secondo le buone regole della morale e dell’educazione civica – e per l’amor altrui – si è pensato che gradualmente le spigolature della cristianità potessero essere levigate lasciando uno spazio maggiore alle libere virtù, fino a che – purtoppo – lo spazio dell’intercapedine ha lasciato passare le rozze infiltrazioni della depressione sociale. Insomma, senza essere gentili, che non merita, per non offendere gli stranieri con la “nostra” religione storica, “Finita la Messa gabbato lo Santo”, qualcuno si è approfittato ingiustamente e gratuitamente della libera scena e si è passati alla sputacchiera dei tisici.


Offendere i cattolici non è più un problema, “occhio e croce”. E’ finita che a voler essere perbene i rispettanti hanno rispettato tutti tranne se stessi. E complimenti a quei preti “gnocchi patocchi” che cantano in chiesa “Bella ciao”, compiacendosi pure. Che vadano anche al party, questi pretini, tanto una blasfemia per l’altra, chissenefrega!


Il commento sgomento di Simone Pillon: “Ecco cosa sono capaci di produrre i collettivi di estrema sinistra a Bologna. Scopro su Facebook che hanno organizzato un party blasfemo contro la Vergine denominato “Immacolata Contraccezione”. Offensivo per tutti i cattolici del nostro paese e non solo. Il tutto per attaccare me, Salvini e Fontana. Quanto sono tristi. Che peccato vedere gente senza ideali, che porta avanti solo cattiveria, provocazioni, insulti e blasfemie disgustose. E meno male che sarebbero loro i combattenti contro l’odio. Guardatevi allo specchio, ragazzi.”

Lo scorso anno si era imbufalita Giorgia Meloni, che aveva reagito su twitter, il tweet è ancora on line, il suo pensiero all’epoca fu questo: “Roba da matti! In un centro sociale di Genova la festa “L’Immacolata contraccezione”. Nel cortocircuito politicamente corretto si vietano presepi e festività per rispetto delle altre religioni ma al contempo va bene offendere il cristianesimo per promuovere una festa.”

E’ passato un anno .. e come nelle migliori famiglie non è cambiato niente. E non diciamo che si tratti di un insulto a Matteo Salvini, o a Giorgia Meloni, o a Simone Pillon, per citarne tre “a caso” e non si tratta neanche di questioni legate alla sessualità.

Memoria da pesce rosso, anzi tanto che è trendy (di moda), di sardina. Questi ritornelli patetici erano IDENTICI quarant’anni fa. Non si chiama “genio” e neanche “ingegno” ma semplice scarsità, di mente. Deficienza dal latino tardo deficentia, derivazione da deficĕre, ‘mancare’ •sec. XVII. , come si trova in Sabatini Coletti. “Mancanza (specificabile con in o di) che rende qlco. inadeguato alle funzioni che deve espletare o al fine per cui è stato creato: gravi d. nell’organizzazione dei soccorsi; più in generale, scarsità, carenza, lacuna: d. di proteine, di preparazione“.

Ma la riflessione è d’obbligo: i diritti per le persone “gender creative” che possono sentirsi differenti rispetto alla situazione di nascita biologica, necessitano di passare attraverso gli insulti alla Madonna?

Liberissimi di non credere, ci mancherebbe, ma qui non è neanche ateismo. Qui è pagliacciata.

Martina Cecco