Pasqua a casa: la speranza serve, la guerra non è finita ma ce la faremo

Essere italiani significa anche essere solidali e attenti al prossimo.

Siamo andati sui balconi a cantare le canzoni italiane, abbiamo appeso le bandiere del tricolore per mantenere l’umore alto, abbiamo applaudito a noi stessi per farci forza e darci coraggio. La Santa Pasqua però ci ricorda che la guerra contro il Virus non è finita. Siamo ancora in trincea, combattendo contro un nemico invisibile, che ha cambiato in questo periodo e in modo radicale le nostre abitudini.

Abbiamo smesso di darci da fare in improbabili improvvisazioni solo perché molti di noi hanno oramai almeno una persona, tra amici, parenti, conoscenti, che è stata colpita dal Covid -19 e quindi non abbiamo più cantato nelle orecchie di chi soffre, ma abbiamo pianto insieme, ci siamo capiti anche senza incontrarci, abbiamo a volte pregato, in una Pasqua senza Messe comunitarie ma con un significato intenso, per la verità.

Passiamo ore al telefono per parlare con le persone che amiamo, siamo in casa – insieme alla famiglia – una cosa che non avevamo tempo di fare quando eravamo assorbiti dal lavoro, se non nei giorni festivi.

E poi .. abbiamo sempre i guanti monouso a portata di mano, il gel disinfettante, la mascherina, per ogni volta che dobbiamo uscire per una commissione improrogabile.


Il tempo che ci ha portati dalla “Befana” a “Pasqua” è volato via, se ci pensiamo sembra ieri che discutevamo dello “Spallanzani” e di come il Virus dalla Cina sarebbe potuto arrivare fino a noi, ma non ci credevamo. Questo è il fatto: ci sembrava impossibile che stesse accadendo sul serio, che stesse accadendo a noi.

Eccoci allora in questa Pasqua diversa dal solito, c’è anche il sole, per farci salire un pizzico di rabbia, perché di solito a Pasquetta non è mai bel tempo. E invece no .. giornata splendida, come splendida è stata fino ad ora questa Primavera.
Ma allora .. in che cosa abbiamo fallito?

Noi adulti siamo sempre in combattimento dentro e fuori da noi: adesso lottiamo per difendere i nostri cari, le persone a cui teniamo, ma anche per il diritto alla salute, che nei paesi Occidentali abbiamo sempre dato per scontato, e non è.

I bambini ci aiutano – invece – ad andare avanti. Abbiamo chiesto a mamme e maestre di mandarci i disegni della “speranza”. Disegni che anche qualche tempo fa avevamo proposto. La guerra contro il Virus non è finita, noi lottiamo, ma lo facciamo anche per loro.

Grazie quindi ad Annalisa, Valeria, Aurora, Claudia, Josselyn, Maria Cristina, Tiziana, Romina, che hanno subito mandato i disegni dei loro piccoli .. ma anche alle mamme che li hanno mandati su facebook partecipando alla breve campagna di speranza, che però ci accompagna, anche a Trento tra i palazzi, non solo virtualmente, in questa lotta per la vita che ci riguarda assolutamente tutti.

Buona Pasqua a Tutti e un virtuale Abbraccio
Martina Cecco