Si traveste da Gesù al Gay Pride per protestare contro il Vaticano. Il pensiero di Gabriella Maffioletti

“Scalpore e diffuso senso di offesa alla religione e al sentire della gente ha destato il clamoroso episodio andato in scena in occasione del “Gay Pride”, manifestazione oramai consueta dell’orgoglio omosessuale che si è tenuta in diverse città, tra le quali Milano e Roma. Un attivista LGBTQ+ ha indossato gonna e tacchi a spillo e si è mostrato quale novello Cristo in croce, a simboleggiare il fatto che la Chiesa cattolica discriminerebbe da duemila anni i gay, tra i quali invece potrebbe benissimo esservi anche lo stesso Gesù”.

E’ iniziato con queste parole l’intervento con il quale la Vice coordinatrice di Forza Italia Trentino Alto Adige, Gabriella Maffioletti, ha voluto commentare la, già molto discussa, vicenda dell’attivista LGBTQ+ che durante il Gay Pride di Roma ha sfilato travestito da Gesù Cristo (con tanto di corona di spina e stigmate sulle mani) per protestare contro le ingerenze del Vaticano sul Ddl Zan.

Gabriella Maffioletti, sull’argomento, ha voluto puntualizzare come alla base del suo intervento non vi sia alcun preconcetto o sentimento d’odio nei confronti delle persone, siano esse eterosessuali, omosessuali, trans, o di qualsiasi altro orientamento sessuale.

Specificando come non vi siano retro pensieri bigotti e come, in alcun modo, vi sia la volontà di negare la libertà di espressione e di poter manifestare per le proprie opinioni, la Vice coordinatrice di Forza Italia ha però aggiunto: “Va altresì rimarcato però, e lo faremmo si trattasse di chiunque mettesse in atto comportamenti blasfemi ed offensivi del senso comune, che quanto visto nel fine settimana appena passato ha largamente ecceduto i confini del lecito e del corretto, trascendendo ad atteggiamento empio, provocatorio, insultante e grottesco. Innanzitutto si è voluto usare il corpo di Cristo per scopi altri rispetto a quelli canonici, con evidente azione contraria ad ogni principio religioso. Poi si è voluto estendere a Cristo stesso un messaggio discutibile, magari anche con qualche fondamento di verità, ma del tutto non omologabile con quelli che sono i crismi del cattolicesimo e del timore di Dio”.

Proseguendo nel suo intervento Gabriella Maffioletti ha anche evidenziato come tale gesto manifesti un atteggiamento volutamente provocatorio e intollerante, simbolo di una chiara sfida lanciata dalla Comunità LGBTQ+ alla società. Sfida, che per l’esponente forzista nasconderebbe un sentimento di superiorità e arroganza, quasi come se pretendessero trattamenti di favore in virtù di un presunto credito che vanterebbero nei confronti della comunità, rea di averli perseguitati per secoli.

“Sicuramente sono esistiti ed esistono persone e sistemi politici che non accettano la diversità, ma crediamo che quest’esibizionismo fanno di piume e rossetti, non costituisca il lecito rogito di diritti inviolabili propri di ogni essere umano, bensì la spocchiosa esibizione di ‘mise’ eccessive che hanno l’unica finalità di andare a far esplodere la bolla della polemica e del caos. I media ovviamente non hanno perso l’occasione di sfruttare il ghiotto boccone per sensazionali servizi di inchiesta sul mondo gay e sulle sue innumerevoli sfaccettature culturali, politiche e filosofiche, ma ci chiediamo se reale servizio sia stato reso alla causa omosessuale con un’empietà come quella vista pochi giorno orsono. Modesto pensiero, siamo convinti che il sacro debba rimanere sacro, inviolabile e fermo al suo posto, e che il profano vada espresso con atteggiamenti responsabili, rispettosi, misurati e d esposti in maniere convenzionali. Deridere ed insultare in questa maniera, e farlo per mezzo del simbolo più importante della storia umana, fa scemare e scadere di molto chi perpetra questa buffonata ed anche il suo messaggio, che da legittima richiesta di considerazione diventa ridicola ostentazione di menefreghismo verso le regole tutte, morali come civili” ha aggiunto ancora Gabriella Maffioletti.

Concludendo il suo intervento, l’esponente forzista ha evidenziato come, sino a quando saranno queste le modalità con cui il mondo omosessuale fa le sue richieste, il giorno in cui uguaglianza e rispetto trionferanno “sia ancora di là da venire”.