Giorgia Meloni, nuova Giovanna d’Arco. Scarica i neofascisti per guardare a quale futuro?

Rischia tutto, Giorgia Meloni, con la sua scomunica del neofascismo. Non del fascismo, che richiederebbe una analisi storica fuori dalla portata della leader di Fdi, ma proprio del neofascismo. Ossia di quella galassia confusa, zeppa di contraddizioni e di isterismi, che ha comunque garantito la sopravvivenza anche fisica di un mondo perennemente sotto attacco.

Rischia tutto, Giorgia Meloni, non per la mancanza di gratitudine nei confronti di un mondo a cui, legittimamente, sente di non appartenere benché ne abbia abbondantemente approfittato. E neppure per il peso elettorale che si va progressivamente riducendo poiché il disgusto – più che la delusione – nei confronti di una classe dirigente men che modesta ha spinto già molti verso l’astensione.

Rischia tutto, Giorgia Meloni, perché con grande coraggio rinuncia ad ogni alibi e si costringe a guardare avanti. Basta con le parole d’ordine passatiste su corporativismo e socializzazione. Basta con futurismi e dannunzianesimi, con l’onanismo intellettuale su Mazzini e sulle legioni di Cesare, con la nostalgia ed il rimpianto. I confini non cambiano solo perché si commemorano le vittime delle foibe, Nizza e Savoia non torneranno sotto il controllo di Torino.

Bene, Meloni ne ha preso atto e si è messa tutto alle spalle. È finalmente ora di guardare avanti. Come darle torto? Dunque d’ora in poi.. Già, d’ora in poi cosa? Perché è chiaro cosa si abbandona ma non è per nulla chiara la strada che si vuol percorrere.

Ambientalista? Sì, ma con prudenza. Sia perché i soliti neofascisti erano ambientalisti prima di lei sia, soprattutto, perché Confindustria pretende di procedere cautamente. Destra sociale? Noooo! Roba da nostalgici: il maggiordomo di Bonomi, ossia l’esperto di economia di Fdi, quando sente la parola “sociale” ha attacchi di orticaria. Politica estera? Assolutamente atlantista, le scelte le decidono a Washington ed all’interno del grande raccordo anulare di Roma si applicano e basta. Mica si può continuare con neofascisti che celebrano Che Guevara, ignorato ormai dalla sinistra, mentre altri neofascisti lo insultano. Il peronismo è archiviato, come il ricordo dei Non allineati. Il Mediterraneo? Perfetto per il turismo, ma anche per estrarre un po’ di petrolio (vedi la voce “ambientalismo”).

Scuola ed università? Come dice Confindustria, devono essere al servizio delle imprese e preparare i giovani al precariato ed a salari da fame. L’Europa? Da eliminare, così si può dipendere dalle multinazionali americane e basta. La cultura? “Quando sento parlare di cultura, la mano mi corre alla pistola”.. Ah no, quello non si può più dire, però il fastidio rimane. Se ne occupi la sinistra e Fdi applaudirà rap, trap, immondizia scambiata per opere d’arte e opere d’arte scambiate per immondizia.

Con questo armamentario la novella Giovanna d’Arco della Garbatella si presenterà all’esame di riparazione davanti all’Inquisizione costituita da Letta e dai direttori dei quotidiani di servizio oltre che da Mimun e Mentana. E verrà bocciata perché, correttamente, le spiegheranno che lei è tanto brava e per bene, ma con la sua classe dirigente non può avere pretese di governo. Perché i poteri forti non hanno bisogno di altri camerieri, bastano quelli che già ci sono.