Green Pass in Parlamento. La Senatrice Granato: “mi sono rifiutata di mostrarlo, non si può limitare l’attività di un parlamentare”

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I senatori che non esibiranno il green pass all’ingresso non potranno più entrare a Palazzo Madama né in alcun’altra sede del Senato.

Lo ha deciso l’Ufficio di presidenza a proposito del caso di Bianca Laura Granato, che martedì si è rifiutata di mostrare il qr code ai commessi e per questo è stata sanzionata con l’interdizione dai lavori parlamentari per dieci giorni, la prassi che verrà adottata anche in futuro.

Bianca Laura Granato, senatrice di L’alternativa c’è, è intervenuta ai microfoni della trasmissione “L’Italia s’è desta”, su Radio Cusano Campus per commentare la vicenda e spiegare il suo punto di vista.

“Seguirò i lavori anche a distanza, presenterò gli emendamenti e li farò sottoscrivere e sostenere dai colleghi. Questa è una punizione per la disobbedienza. Non è stato mai sanzionato nessuno in questa legislatura, solo io” ha esordito la Senatrice.

Bianca Laura Granato ha poi proseguito il suo intervento specificando di essere in possesso del Green Pass: “Io il green pass ce l’avevo, non l’ho mostrato perché per me è una questione di principio, io accedo al Senato per un mandato popolare. Sul treno l’ho dovuto mostrare perché non sono al di sopra degli altri cittadini. Io andavo in Senato proprio per contestare il provvedimento in base al quale è stato distorto il regolamento del Senato per imporre a noi senatori una regola per l’accesso alle Camere che è incostituzionale”.

“Mi auguro che questo sia utile a svegliare i cittadini rispetto a quello che sta accadendo. Gli applausi dei senatori mentre la Casellati annunciava la mia sospensione? Miseria umana, quell’applauso è in spregio all’istituzione che loro stessi rappresentano e al loro ruolo” ha poi proseguito la Senatrice di L’alternativa c’è.

Concludendo Bianca Laura Granato ha concluso il suo intervento rispondendo alla domanda “Tamponi gratis per i senatori?: “Non so se siano gratuiti. So che c’è un presidio in parlamento e che alcuni colleghi li fanno, io non li ho mai fatti in Parlamento”.