Senza parole: il Consiglio provinciale di Trento perde un giorno per parlare di Vasco Rossi

Parlare per ore di un evento che ha già venduto 100.000 biglietti e molto probabilmente continuerà a venderli, di fatto non rinviabile e in una situazione ancora emergenziale dal punto di vista sanitario, economico e sociale. Sembra impossibile, invece è proprio quanto accaduto ieri in Consiglio provinciale a Trento.

Il casus belli è il concerto di Vasco Rossi, che si terrà nell’area San Vincenzo a Trento, che – per ammissione dello stesso Presidente del Trentino Maurizio Fugatti – non ha ancora le autorizzazioni previste per ospitare grandi eventi. Già questo dovrebbe far sorridere, ma il Presidente ha provveduto a elencare tutte le fasi di intervento che avverranno per rendere possibile l’evento e per trasformare quell’area in un luogo dove ospitare spettacoli e manifestazioni sportive.

Fugatti ha illustrato come ci siano già progetti tanto per la messa in sicurezza quanto per la ricettività degli spettatori del concerto, visto che dei 100.400 biglietti finora venduti quasi il 60% proviene da fuori regione Trentino-Alto Adige. Cose comunque abbastanza normali, problemi che avrà affrontato anche il Comune di Modena nell’organizzare il Modena Park 2017, l’altro grande concerto di Vasco con addirittura oltre 200.000 spettatori ospitati nell’area limitrofa al parco cittadino intitolato a Enzo Ferrari.

I commenti dei Consiglieri, di maggioranza e di opposizione, hanno però dell’incredibile. Luca Zeni, del Partito Democratico, parla di un metodo “paragonabile a quello della Russia ai confini dell’Ucraina” in riferimento al dispiegamento di forze, poiché non si sono aspettate le valutazioni del Consiglio comunale cittadino, le valutazioni dei costi, la mancanza di un parere della Commissione di vigilanza e – stando a un accesso agli atti effettuato dal Consigliere – ci sono state pressioni anche sul Presidente della Commissione per annullare o cambiare la relazione e per non farla conoscere al Sindaco di Trento.

Dal canto suo, Paolo Zanella di Futura affronta la questione in modo più “populista”, segnalando come si spendano milioni per il concerto di Vasco mentre le persone non riescono a pagare le bollette. Tutto giusto, se non fosse che si tratta di un’evidente mossa pubblicitaria ad alto tasso di successo per Trento e tutto il Trentino, anche se – come lo stesso Zanella sottolinea – è difficile immaginare un indotto diretto di 10 milioni quando il Modena Park ne realizzò 5. Da Futura a Europa Verde, Lucia Coppola pone svariate perplessità dal punto di vista della sicurezza, delle misure anti-Covid e anche dell’opportunità di grandi eventi che “non servono al Trentino”, che ha invece bisogno di sostegno alle tante attività culturali in Provincia.

Contrario anche il PATT che – per bocca del Consigliere Dallapiccola – sottolinea come l’area di San Vincenzo fosse ottimale per l’agricoltura, con un terreno di ben 27 ettari destinato per grandi eventi. Inoltre si preoccupa anche dello stress che i trentini vivranno nell’ospitare centomila persone, rappresentando sicuramente un “fastidio“. Ugo Rossi, di Azione, chiede invece il collegamento tra la promozione data al Trentino dall’evento quando il piano marketing punta su natura e territorio, mentre Alex Marini del Movimento 5 Stelle sostiene che nelle “linee guida” delle politiche culturali non ci sia nessuna menzione di grandi eventi come il concerto di Vasco.

Toni non migliori sono stati usati dalla maggioranza: Vanessa Masè della Civica ha parlato di un “effetto Vasco“, con alberghi prenotati da mesi e la “funzione sociale” del concerto di ridare vita dopo anni di chiusure. Mara Dalzocchio, Capogruppo della Lega in Consiglio, crede che l’opposizione stia sperando che il concerto vada male per poter attaccare la Giunta quando invece l’operazione di marketing è già in parte riuscita con 60.000 persone che verranno in Trentino mentre Fugatti, nella sua risposta, perde una grande occasione per citare Vasco e la sua “C’è chi dice no“, segnalando come la minoranza in Consiglio sia un sostanziale “partito del no“, contrario al Corso di Laurea in Medicina, al progetto con Il Sole-24 ORE per il Festival dell’Economia, alla nomina di Sgarbi al Mart.

Tutte queste discussioni, per poi ascoltare semplicemente l’intervento di Claudio Cia, di Fratelli d’Italia, che ricorda che il concerto è vincolato e quindi si farà a prescindere da tutte le polemiche che questo comporta. Il dibattito politico, concentrato da mesi su Vasco, dimostra lo scollegamento dalla realtà della politica, sottolinea Cia prima di astenersi perché FdI non è stato coinvolto nel processo decisionale.

Nonostante quanto detto da Cia fosse ben noto a tutti, maggioranza e opposizione, si è discusso per ore, si sono presentate ben sei risoluzioni di cui quattro di minoranza (sulla sicurezza, sul rispetto dei funzionari, sulla valutazione di sostenibilità del concerto e sul ripristino dell’area dopo l’evento, tutte respinte) e addirittura due di maggioranza, sul coinvolgimento di tutti gli operatori turistici all’evento e sull’organizzazione di un piano di fruibilità del concerto anche per i disabili.

Ore di discussione su cose ormai vincolate e che quindi si terranno a priori, paragonando Fugatti a Vladimir Putin e facendo del benaltrismo il baluardo della stessa Aula. Il tutto mentre la maggioranza, che dovrebbe essere superiore a certe cose forte proprio del fatto che in ogni caso il Concerto si farà, risponde agli attacchi con battute da scuole medie. Vasco avrebbe commentato il tutto così:

Rinaldo De Santis