Economia

Via libera a bonus di 200 euro per chi ha una pensione da casalinga

“Il bonus da 200 euro per le pensionate casalinghe della Regione Trentino Alto Adige è un risultato importante ottenuto da questa maggioranza che mira a dare un contributo immediato contro il caro energia alle famiglie più in difficoltà”. 

È quanto afferma il presidente della Regione Maurizio Fugatti dopo l’approvazione dell’emendamento Lega-Svp in consiglio regionale.
“I 200 euro sono una risposta alla mancata copertura statale che non è prevista nel “decreto aiuti” del governo Draghi dove la categoria delle casalinghe pensionate è stata esclusa – ha spiegato Fugatti – è un ulteriore aiuto da parte della Regione e a chi è stato dimenticato dallo Stato”.
La spesa ammonta a 771.200,00 euro per la Regione Autonoma Trentino-Alto Adige di cui 465.600,00 euro saranno destinati alla Provincia Autonoma di  Bolzano mentre 305.600,00 euro per quella di Trento.

L’aula del Consiglio regionale nel pomeriggio aveva ripreso in esame la mozione numero 51, anticipata in accordo con i capigruppo, presentata dai Consiglieri regionali Renzler, Amhof e Bacher per impegnare la Giunta regionale all’erogazione di un bonus una tantum di 200 euro ai titolari della pensione per casalinghe.  Dopo lo stop per mettere a punto i dettagli del documento è stata precisata una spesa di 465 mila per gli aventi diritto nella provincia di Bolzano e di 305 mila in quella di Trento, per una spesa complessiva di 771 mila euro. A quel punto il presidente dell’aula Josef Noggler ha chiesto al consigliere Helmuth Renzler (Svp) di spiegare la nuova versione, aggiornata con tutte le cifre, della mozione in esame. Il consigliere Mirko Bisesti (Lega)  ha ringraziato “una misura significativa erogata in ambito regionale”. A quel punto Alex Marini (Cinquestelle) ha chiesto il parere alla giunta regionale e l’assessore Lorenzo Ossanna ha dato parere favorevole  ed ha accolto la proposta. Claudio Cia (Fdi) ha osservato che “si tratta di un bonus che evidenzia la difficoltà di molte famiglie anche per affrontare le spese di prima necessità. Si tratta di un messaggio di attenzione”.

Giorgio Tonini (Pd) ha detto di volersi astenere dal votare la mozione, “manifestando dubbi su di un provvedimento assistenziale che dovrebbe tenere conto del reddito, con strumenti che certifichino il reale bisogno”.

Denis Paoli (Lega) ha osservato che si va “ad intervenire in un settore dove ci sono pensionate che prendono circa 500 euro al mese di pensione. Ringrazio la giunta regionale per averlo voluto”.

Il vicepresidente della Regione Arno Kompatscher ha detto che” a questa categoria di persone non era stato dato alcun tipo di bonus, sono persone che svolgono attività di cura dei figli e dei familiari. Diamo loro in questo modo un segnale di attenzione ben chiaro”. La mozione 51 è stata approvata con 42 sì e 6 astenuti.

L’aula ha quel punto ha preso in esame la mozione 36, presentata dai Consiglieri regionali Marini, Nicolini e Zanella per impegnare il Consiglio regionale e la Giunta regionale ad adottare la Carta di Avviso Pubblico – Codice etico per la buona politica e a pubblicarla nella sezione Amministrazione trasparente dei siti istituzionali regionali sottoponendo il documento alla sottoscrizione dei Consiglieri regionali del Trentino-Alto Adige/Südtirol. La mozione era stata illustrata a giugno e oggi  in aula è stata ripresa da Diego Nicolini (Cinquestelle): “Il tema dell’etica deve essere sempre presente ed illuminante per le nostre scelte politiche. E’ un tema che non ha un confine netto. La gente ci chiede di essere portatori dell’interesse generale, evitando conflitto d’interesse e clientelismo. Un codice etico serve a tutti noi”. La giunta regionale per bocca dell’assessore Lorenzo Ossanna “ha dato parere negativo perché non rientra nelle competenze dell’esecutivo”. Anche il presidente Noggler ha  dato parere negativo visto “che si tratta di indicazioni legate alla persona e non al Consiglio regionale”. Alex Marini (Cinquestelle) ha osservato che “il silenzio dell’aula sul tema etico la dice lunga sulla predisposizione al tema. Sappiamo che il livello di tolleranza delle coalizioni politiche è molto variabile. Ma le regole attuali non sono sufficienti, visto che i partiti si danno molte deroghe sul tema, non tutte univoche. Non mi illudevo la mozione venisse approvata, ma speravo nel dibattito”.

In dichiarazione di voto Carlo Vettori (Forza Italia ) ha detto di non voler votare una mozione del genere “la disciplina e l’onore sono una prerogativa che sta a monte di chi ha giurato di fare il consigliere e di non voler votare una mozione che considero una porcata”. Paolo Zanella (Verdi) ha osservato che “l’impegno della carta etica era un impegno che esiste in molte categorie della pubblica amministrazione. Non sarebbe, anzi, scandaloso condividere questa proposta”. Ricordo che noi Consiglieri abbiamo legato la nostra retribuzione all’Istat”. Luca Guglielmi (Fassa) ha detto “che fa sorridere che uno dei firmatari della mozione ha usato parole molto pesanti nei confronti di questa maggioranza e che dunque non rispetta questi principi”.

Claudio Cia (Fdi) ha detto “che non sarà una carta a metterci al sicuro su quello che è il bene e quello che è il male. Al nostro insediamento noi già giuriamo di essere rispettosi dei principi”. Alessio Manica (Pd) ha detto che “il proprio gruppo intende votare il documento. Spiace che ci siano stati dei brutti toni su questo argomento, un insulto molto sgradevole”. Ugo Rossi (Upt) ha fatto sapere di non voler votare “la carta di una associazione privata e che contiene impegni che non posso rispettare. Uno, almeno: quello di rinunciare a prerogative legali, di difesa, se dovessi risultare indagato o rinviato a giudizio”.

L’assessore Ossanna ha detto di non aver compreso l’intervento del consigliere Marini: “Temo che lo stesso collega Zanella la mozione non l’abbia nemmeno letta ed i toni usati dal consigliere Marini non era propriamente etico nei toni nei confronti del sottoscritto”. La mozione 36 è stata respinta con 34 no e 10 sì.

A quel punto è toccato al disegno di legge numero 19,  presentato un anno fa, a prima firma di Brigitte Foppa (Verdi) sulla “parità di accesso tra donne e uomini alle cariche elettive”. La consigliera Foppa ha detto di aver depositato nuovi emendamenti, alcuni invece ritirati: “Questo ddl vuole introdurre la quota rosa già presente nei Comuni, quella che riserva un terzo di posti in lista alle donne. Ora vogliamo diventi legge che sia il terzo dei posti effettivamente occupati quello riservato alle donne e che il primo terzo dell’elenco veda la presenza alternata di uomini e donne. Queste sono le differenze tecniche”.

In discussione generale Sandro Repetto (Pd) ha osservato di non aver contezza di un proprio emendamento ma sulla sua presenza è stato rassicurato dal presidente Noggler. La discussione è proseguita  con l’intervento a favore della legge di Paolo Zanella (Verdi) : “Bene si migliori la presenza delle quote di genere, temo che questo avverrà più a Bolzano che a Trento. La parità di genere ci viene raccomandata dalle Nazioni Unite ma è anche tra le strategie del Pnrr. L’Europa ci dice che l’Italia sul tema ha molto da fare ed in Trentino ancora di più. In Alto Adige i consigli comunali hanno l’80 per cento di uomini e di donne, in Trentino ora si sfiora il 30 per cento di donne per via di un articolo di legge diversa. Ma ora non capisco perché il Trentino ora non possa fare un passo in avanti in più”.

Maria Elisabeth Rieder, (Team K) ha detto che “questa legge è un parto veramente difficile, visto che si è iniziato a parlarne già nel 2020. Chi crede nella parità di genere dovrebbe votare questa legge che rappresenta un piccolo tassello nella direzione delle pari opportunità.  Molto è già stato detto nelle volte precedenti, chi dice che è difficile trovare donne disponibili per candidarsi ma questo è dovuto al fatto che è molto difficile conciliare vita privata e vita pubblica. Si debbono organizzare i tempi con sensibilità. La riserva di un terzo è veramente il minimo”.

La consigliera Ulli Mair (Freiheitliche)  ha detto di voler intervenire ricordando che sulla legge “ il dibattito è iniziato oltre un anno fa. Noi siamo contrari alle quote di genere e voteremo contro a questa legge. Io sono una donna non una femminista e voglio che le donne possano entrare in politica. Le donne sanno scegliere bene chi votare già adesso, Oggi è difficile trovare anche uomini che vogliano esporsi e mettere il proprio tempo a disposizione della comunità. La quota di genere da sola non basta per convincere le persone ad impegnarsi a fare politica”.

Repetto  (Pd) ha osservato come “questa legge cerca di allargare la platea e la quota di genere, lo si vede in Provincia di Trento, può funzionare e andrebbe declinata anche su Bolzano. La preferenza di genere è condizione essenziale. Non è facile fare sintesi, brava la collega Foppa, voterò a favore per solidarietà. Chi fa politica, va ribadito, ha un ruolo positivo e lo fa con impegno. Aspetto che va sottolineato”.

Riccardo Dello Sbarba (Verdi) ha detto: “Oggi noi discutiamo su una correzione delle liste nei consigli comunali. Questa è la parte della legge che possiamo realizzare. Il tema non è semplice, tocca riflettere perchè per un genere, ma anche per i giovani, la politica non sia attraente”. Con l’intervento del consigliere la seduta è stata chiusa.

Secolo Trentino