Caso Diciotti. Senato nega l'autorizzazione a procedere nei confronti di Salvini

Il Senato ha negato l’autorizzazione a procedere nei confronti del Ministro dell’Interno Matteo Salvini, colpevole secondo l’accusa di sequestro di persona aggravato nell’ambito del “Caso Diciotti”.

Ripercorrendo i fatti, il Ministro dell’Interno era stato accusato di essere direttamente responsabile dei fatti accaduti nella notte dello scorso 16 agosto 2018. Quando la nave della Guardia Costiera italiana “Ubaldo Diciotti CP 941” era stata chiamata a soccorrere 190 migranti.

Una volta concluse le operazioni di salvataggio, la nave Diciotti era rimasta per i successivi 5 giorni al largo dell’isola di Lampedusa, non avendo ricevuto l’autorizzazione di far sbarcare tutti i propri “ospiti”. Dei 190 migranti presenti a bordo della nave, solamente 13 erano riusciti a raggiungere il suolo italiano (a causa di comprovati problemi di salute), gli altri erano rimasti sull’imbarcazione.

Questo ritardo nel concedere l’autorizzazione allo sbarco da parte del Viminale, secondo i detrattori di Matteo Salvini, è stato sufficiente per formulare nei suoi confronti l’accusa di sequestro di persona ed avanzare la richiesta che il Ministro venisse processato per il suo ruolo attivo nella vicenda.

Dopo mesi di dibattiti, sebbene i risultati non siano ancora ufficiali (la votazione verrà conclusa alle 19), oggi, la vicenda sembra essere arrivata alla sua conclusione. Ad ora infatti, sono stati registrati dal tabellone elettronico 232 voti contrari all’autorizzazione a procedere nei confronti di Matteo Salvini.

Nonostante la votazione non sia ancora conclusa il quorum è stato raggiunto grazie sopratutto ai voti di Lega, Movimento 5 Stelle e Forza Italia.

Matteo Salvini, intervenuto in aula per difendersi ha dichiarato: “Mai pensato di intervenire per sequestro di persona. Per andare a processo dovrei mentire a questo Senato agli italiani, dovrei dire che non ho fatto l’interesse pubblico. Amo l’Italia e miei figli e il mio lavoro, mi ritengo un ragazzo fortunato, ringrazio il buon Dio e gli italiani. Ringrazio il buon Dio e gli italiani per l’onore di poter difendere con il mio lavoro che penso di svolgere con onestà, buon senso, coraggio. Comunque votiate vi ringrazio, siate certi che continuerò il lavoro senza nessuna paura, sennò farei un altro mestiere”.

Infine, proseguendo nel suo intervento difensivo Matteo Salvini ha aggiunto: “Scusate, non mi emoziono quando parlo ma quando c’è di mezzo un reato e di solito vado a braccio ma… in questo caso me lo sono scritto perché se mi si accusa che, col mio lavoro ho fatto privatamente qualcosa che ho fatto e farò per difendere la sicurezza del Paese e dei miei figli, allora perdonate, un po’ di emoziono. Il governo ha sviluppato misure e azioni per la lotta al contrasto dell’immigrazione clandestina e ringrazio i colleghi 5 Stelle perché le cose si fanno in due, evidentemente”.

Carlo Alberto Ribaudo