Politica locale

Trento. Sì alla mozione di Zanella per il riconoscimento della endometriosi

È passata oggi all’unanimità in Consiglio provinciale di Trento la proposta di mozione – cofirmata da Demagri e da Zeni – del Consigliere Paolo Zanella che porta all’attenzione della Provincia le “patologie femminili invisibili”.

Si tratta della vulvodinia, della neuropatia del pudendo, dell’endometriosi e dell’adenomiosi, patologie che possono risultare invalidanti, impattando sulla vita relazionale e sociale, in particolare delle donne.

La mozione 520 presentata da Paolo Zanella (Futura) impegna la Giunta a) (punto sostituito con emendamento) a valutare, nell’ambito dell’assistenza aggiuntiva extra-Lea, l’inserimento delle malattie croniche della vulvodinia, della neuropatia del pudendo, dell’endometriosi di primo e secondo stadio e dell’adenomiosi anche alla luce di eventuali nuovi sviluppo a livello nazionale; b) ad avviare un accrescimento delle competenze di tutte le figure sanitarie che possono incontrare persone affette da queste patologie (personale specializzato in medicina generale, ginecologia ed ostetricia, urologia, neurologia, anestesia rianimazione terapia intensiva e del dolore, malattie dell’apparato digerente, psichiatria, fisioterapia del pavimento pelvico e infermieristica); c) a garantire un’adeguata assistenza in relazione alla specificità delle patologie sopra citate e promuovere specifici percorsi rivolti al personale dei consultori pubblici e al personale di medicina generale, al fine di favorire una prima informazione precoce e corretta delle patologie menzionate; d) (punto sostituito con emendamento) a valutare l’istituzione di un registro provinciale finalizzato alla raccolta dati sulle patologie in questione, anche alla luce di eventuali nuovi sviluppo normativi a livello nazionale; e) a istituire dei registri provinciali finalizzati alla raccolta dati sulle suddette patologie; f) a promuovere campagne di informazione e di sensibilizzazione periodiche, sulle problematiche relative a vulvodinia, neuropatia del pudendo, endometriosi e adenomiosi, volte a diffondere una maggiore conoscenza dei sintomi delle suddette patologie, soprattutto nelle scuole, a partire dagli istituti secondari di primo e secondo grado, al fine di ridurre il ritardo diagnostico; g) a sollecitare la Conferenza Stato – Regioni affinché le suddette patologie siano al più presto inserite nei LEA nazionali.

L’assessora Segnana ha segnalato l’interesse politico emerso a livello nazionale e in altre regioni nei confronti di queste malattie invalidanti per la salute femminile. Di vulvodinia soffre una percentuale tra il 12 e il 16% della popolazione femminile. Si prevede l’inserimento di questa patologia in un registro nazionale che sarà costituito e nei Lea. In provincia di Trento la presa in carico di questa e delle altre patologie menzionate è assicurata dall’Apss. Vi sono specialisti che se ne occupano anche con il personale ostetrico. Vi sono anche rari pazienti maschi affetti da queste patologie. Vi sono due-tre pazienti all’anno affetti da vulvodinia che si rivolgono alle cure ospedaliere e vi è un percorso assistenziale apposito. Inoltre l’Apss è in fase di avanzata predisposizione di interventi ad hoc per chi è colpito da queste malattie del pavimento pelvico. Per questo l’assessora ha dichiarato il sì della Giunta a questa mozione.

Paola Demagri (Patt) ha avvertito che con un percorso più strutturato dedicato a queste malattie e in particolare alla neuropatia del pudendo, che colpisce anche gli uomini, se ne favorisce la cura. Spesso i soggetti che ne sono affetti faticano a rivelare il dolore che provoca. Quindi individuare nel registro extra Lea queste patologie e assicurare la presa in carico di questi malati significa andare incontro a chi ne soffre. I pazienti affetti da queste malattie rare e possono essere assistiti e accompagnati in un percorso di cura.

Luca Zeni (Pd), che ha sottoscritto con Zanella e Demagri la mozione, ha sottolineato che le persone affette da queste patologie vivono un disagio e una subiscono una sofferenza invalidante. Bene quindi la volontà di farsi carico di questi casi perché l’assessorato dia impulso all’Apss per fronteggiare sempre meglio questa problematica.

Mara Dalzocchio (Lega) ha ringraziato Zanella per la mozione perché queste patologie sono invalidanti e poco conosciute che colpiscono in prevalenza le donne.

Zanella ha auspicato che non si debba attendere che lo Stato legiferi su questo tema né che si aspetti la commissione Lea per l’assistenza. La Provincia dovrà inserire negli extra Lea queste patologie croniche.

Ugo Rossi (Misto-Azione) ha consigliato l’assessora a non lasciarsi troppo condizionare dai tecnici che probabilmente le suggeriranno di attendere l’iniziativa nazionale. Anche il registro, quando si tratta di pochi casi all’anno, si può predisporre rapidamente per partire subito nella nostra provincia in modo da potersi occupare anche dai casi nascosti.

Secolo Trentino