Editoriali

Provinciali 2023: FUGATTI si? No? Se ne discuta con una legittimazione congressuale, non al bar!

L’ultimo trimestre di questo 2022 si sta caratterizzando per la svolta politica nazionale che, a partire dall’apertura delle urne del 25 settembre, stiamo vivendo.

In Trentino, come del resto in tutta Italia, abbiamo assistito ad una concreta affermazione del centro destra con una netta prevalenza di Fratelli d’Italia rispetto agli altri componenti di coalizione.

Logico quindi che si inizi fin d’ora a guardare al prossimo appuntamento elettorale locale che, grazie alla speciale autonomia che il Trentino, e più in generale la Regione Trentino Alto Adige, meritatamente vanta.

Una provincia, quella di Trento, che ormai da 4 anni è governata da una solida e coesa giunta a trazione leghista, scelta dai Trentini nell’ormai lontano 2018.

A qui veniamo al topic trend di questi giorni dove un po’ tutti, soprattutto con voci provenienti da sinistra, ci si interroga e si polemizza in merito a quale dovrà essere il successore dell’attuale presidente Fugatti.

Vien da dire che spesso queste polemiche, comparse anche sulla locale carta stampata, hanno il sapore della chiacchiera da cortile o, peggio, del maldestro tentativo di mettere zizzania.

Fatto sta che sono subito fioccate le polemiche con esponenti del Partito della Meloni che – grazie anche a una stampa compiacente – hanno messo in dubbio la leadership dell’attuale Presidente, reo di provenire da quella Lega che soffre di problemi di immagine a livello nazionale.

Con l’ovvio risultato che da chiacchiera da cortile si è passati a polemiche pericolose, certamente enfatizzate, per spezzare legami che sino all’altro giorno erano ben saldi anche perché le due principali forze politiche di centrodestra in Provincia non hanno ancora fatto un congresso.

Pensiamo a Fratelli d’Italia che ormai è diventato uno squadrone: nessun congresso in vista utile per delineare una linea politica essenziale per il 2023. Non siamo più in periodi storici dove tutto era da costruire facendo conto su pochi irriducibili simpatizzanti, ora il tutto è profondamente cambiato – almeno sentendo cosa dicono i principali esponenti del Partito a livello provinciale – e urge un congresso.

Da una parte la linea Rossato e Demattè che delineerebbe un partito con una visione forse personalistica ma caratterizzata, dall’altra quella di De Bertoldi o di Ambrosi che su molti aspetti è certamente più liberal, con una visione meno sociale e più liberistica; diversa da quella dei primi due. Senza poi dimenticare la figura di Claudio Cia, veterano ormai nel Partito e figura che darebbe un altro tipo di imprinting alla compagine o di Francesca Gerosa.

Nei fatti non un contesto facile ed è fin troppo facile dare il sostegno o meno a Fugatti senza una vera discussione interna. Senza un momento di approfondimento, anche aspro perché no, come nella più genuina tradizione della Destra che FdI vuole rappresentare.

Stesso discorso riguarda la Lega anche se è indubbio che sosterrà l’attuale Presidente. A riguardo è utile porre un dialogo interno e che non si può tramutare in un Congresso continuamente rinviato dopo il Commissariamento avvenuto nel 2020 quando il Partito aveva avuto una piccola battuta d’arresto. La Lega in Trentino è nei fatti un reparto d’esercito e Fugatti stesso sa che è opportuno forse un cambio di marcia.

Cattoi e Testor sono le due Parlamentari che meritatamente rappresentano il Trentino a Roma e forse il Congresso passa anche per i loro volti assieme a quelli di Paoli e di Paccher – ritenute figure molto affidabili e di concretezza all’interno della Lega e che hanno acquistato fiducia da parte di Fugatti.

Inoltre non può essere dimenticata nè sottovalutata la componete civica dell’Assessore Mattia Gottardi e della Cons. Vanessa Masè. Una compagine che proviene da una storia consolidata e che sta costruendo sul territorio una capillarizzata rete di referenti e contatti. Una realtà che fa diretto riferimento alla tradizione di governo autonomista Trentino, affrancato da indicazioni o spinte provenienti ora da Roma, ora da Milano.

Ultima incognita – non citata all’inizio – riguarda la fantomatica civica di Spinelli. Una civica che indubbiamente deve essere vista anche alla luce della presenza di altre figure di area che non possono essere ignorate quale ad esempio Andrea Merler, che aspira a ottenere il tanto aspirato seggio in Consiglio provinciale a coronamento di una carriera politica nel centrodestra.

Forze civiche, ribadiamolo, che non godono del sex appeal – o meno – dei leader a livello nazionale, ma che godono della presenza sul territorio, presenza già concreta per alcuni citati ma ancora tutta da costruire per altri.

Mai come oggi quindi i giochi sono ancora da svolgersi o, meglio dire, i lavori sono ancora in corso.

Tutto ciò mentre la sinistra, per bocca del sindaco di Trento, si dice pronta e prossima alla presentazione di squadra e leader. Staremo a vedere.

Raimondo Frau

Secolo Trentino