Lionel Messi è “l’ipotesi Amato” del calcio

Lionel Messi è diventato per la settima volta Pallone d’Oro. Superati, nella cerimonia d’assegnazione del più importante premio individuale del calcio conferito dalla redazione di France Football a Parigi, Robert Lewandowski e Jorginho. Un podio che fa molto discutere e che getta più di un’ombra sull’effettiva dignità del Premio.

Non è la prima volta che l’annuncio del vincitore del Pallone d’Oro fa discutere e spesso è coinvolto proprio l’argentino, di cui non si mette in dubbio il valore effettivo – trattandosi indiscutibilmente di uno dei più grandi della storia di questo sport – ma piuttosto l’incapacità delle giurie giornalistiche di individuare nomi diversi.

Nulla da dichiarare sui Palloni d’oro vinti da Leo nel 2009, nel 2011 e nel 2015: trascinatore e uomo simbolo del Barcellona trionfatore in tutte e tre quelle edizioni della Champions League, sintomo indiscutibile del grande valore del giocatore e quindi giusta nomina a più forte del mondo per quegli anni.

Il primo dubbio sorge sul Pallone d’Oro 2010: a contendersi il titolo dovevano essere, realisticamente, i pilastri dell’Inter del Triplete di mourinhana memoria oppure gli spagnoli che – forti del successo mondiale – potevano insidiare i grandi campioni di tutto il mondo. Ma chi premiare? Wesley Sneijder, miglior assistman della Champions League, capocannoniere e finalista del mondiale sudafricano? Diego Milito, indimenticabile Principe dei nerazzurri e autore della doppietta nella finale di Madrid che ha steso il Bayern Monaco? Xavi, perno assoluto della Spagna e del più forte centrocampo della storia del calcio ovvero quello Blaugrana dell’era Guardiola? O Andrés Iniesta, autore del gol vittoria in finale e giocatore dalle doti tecniche fuori dal comune? Troppi dubbi, perché non assegnarlo direttamente a Lionel Messi? Et voilà, si sarà detto nella redazione di France Football.

Altro caso incomprensibile il 2012: il Barcellona fu autore di una bellissima stagione, portando a casa 4 trofei – Coppa di Spagna, Supercoppa di Spagna, Supercoppa UEFA e Mondiale per club – ma perse i due titoli più importanti, ovvero il campionato contro il Real Madrid di José Mourinho e la Champions, perdendo in semifinale contro il Chelsea guidato da Di Matteo. In quell’edizione ad aspirare al titolo di migliore del mondo erano dunque un Cristiano Ronaldo in forma smagliante, Didier Drogba che aveva letteralmente trascinato i Blues sul tetto d’Europa per la prima volta, un redivivo Andrea Pirlo autore di una stagione da imbattuto con la Juventus e arrivato fino alla finale dell’Europeo, oltre al solito Andrés Iniesta trionfatore con la Spagna in Polonia-Ucraina 2012. Ma perché non assegnarlo all’autore di 50 reti in un campionato poi perso o di 73 gol nell’intera stagione senza portare a casa i trofei più importanti? Risolto ogni dubbio.

Il 2019 poi è stato una vera e propria perla: in quell’anno tutte le aspettative erano sui giocatori del Liverpool, che per tutto l’anno avevano mostrato una qualità di gioco nettamente superiore alle altre, trionfando anche in Champions League. Un collettivo con tanti esponenti tutti premiabilissimi: Alisson in porta, Virgil van Dijk perno della difesa, il tridente offensivo Mohamed Salah, Roberto Firmino e Sadio Mané. Troppi nomi, i giudici non sono riusciti a trovare uno di loro da spingere più degli altri e così Virgil van Dijk – il più votato dei Reds – si è trovato a soli 7 punti da Lionel Messi vincitore del Pallone d’Oro, nonostante il Liverpool avesse rifilato un sonoro 4-0 al Barça ad Anfield provenendo da un 3-0 di vantaggio, per una delle serate più buie della storia catalana.

Ed ecco allora che il trofeo del 2021 non desta più sospetti, ormai quando si tratta di dover decidere tra più giocatori di pari valore spunta sempre “l’opzione Messi” che dirime la questione se premiare Lewandowski per il suo 2020 straordinario dove però non è stato assegnato il Pallone d’Oro, Jorginho per la doppietta Champions ed Europei oppure N’Golo Kanté per aver alzato la Champions ed essere ormai da 5 anni il centrocampista difensivo più forte del Mondo. Alcuni sostenitori di Messi sostengono che anche Cristiano Ronaldo è stato spesso favorito e non hanno tutti i torti: non comprensibile il Pallone d’Oro del 2013 quando Franck Ribéry e Arjen Robben avevano trascinato uno straordinario Bayern Monaco a suon di gol a vincere la Champions, oppure nel 2014 quando superò l’eterno rivale Lionel Messi ma soprattutto Manuel Neuer – portiere fresco campione del mondo con la Germania – ma con la scusante di aver vinto la Champions League con il Real Madrid.

Lionel Messi sembra così essere diventato una sostanziale “ipotesi Amato” del calcio: quando non si sa a chi affidare un Governo di scopo, o un tecnico, oppure quando non si trova la quadra su chi candidare alla Presidenza della Repubblica, sul tavolo decisionale arriva – puntualmente – il nome di Giuliano Amato, un uomo per tutte le stagioni. Vista l’incertezza che serpeggia tra i banchi del Parlamento, se votare Mario Draghi o Silvio Berlusconi, non sarebbe da sorprendersi se spuntasse fuori anche qualche voto per Amato. In questo caso Lionel Messi non può farcela: non ha ancora 50 anni.

RFP

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Laureato in Scienze Storiche e Giornalista pubblicista dal 2021. Collabora col Secolo Trentino dal 2014, occupandosi di cultura, società e politica.