L’Italia sta invecchiando: nascono sempre meno bambini

Arrancano le nascite, ancora!

L’Italia è tra i paesi che fan meno figli al mondo, meno anche rispetto agli anni della Prima e Seconda guerra mondiale”. Sono queste le parole di Fabio Mosca e i dati provvisori dell’Istat prevedono un bilancio ancora più disastroso per questo 2020. Il calo della natalità è un fenomeno che colpisce il nostro paese dal 2009 e molto probabilmente non sarà il 2021 a frenarlo.

“[…] Per il settimo anno consecutivo, un nuovo superamento, al ribasso, del record di minor numero di nati mai registrato: si tratta del più basso livello di ricambio naturale mai espresso dal Paese dal 1918” afferma il presidente Istat Carlo Blangiardo. È altamente prevedibile che la pandemia causerà un’ulteriore discesa vista l’attuale instabilità economica e sociale. Non si tratta di calo della popolazione, attenzione, bensì di invecchiamento: ad ogni 100 cittadini under 15 ne corrispondono 161 over 64. Siamo il secondo paese più vecchio al mondo e il nostro tasso di natalità è il più basso dei paesi dell’UE: 7 nascite ogni mille persone, contro una media europea di 9,5.

I circa 420 mila nati nel 2019 scenderanno, secondo delle previsioni, a circa 408 mila nel bilancio finale ed è possibile che si possa arrivare a circa 393 mila nati nel 2021. La situazione di paura ed incertezza non incoraggia le coppie ad ampliare il nucleo familiare, ma la pandemia ha solo evidenziato problemi preesistenti.

Non è di certo il primo anno che la nostra Italia viene etichettata come “un paese di vecchi”. La mancanza di continuità nelle politiche a sostegno della famiglia e delle madri lavoratrici è sicuramente uno dei fattori che scoraggia le coppie a metter su famiglia. Non sono stati pochi i casi di licenziamenti causa maternità, è come se la donna fosse messa davanti ad un bivio: carriera o figli. Questo chiaramente influenza non solo la condizione economica di una famiglia, ma anche il suo benessere. Non riuscire a gestire le dinamiche vita-lavoro influenza negativamente sulla scelta di mettere al mondo un bambino.

A tal proposito, il governo si sta muovendo al fine di supportare economicamente le famiglie italiane con il “bonus figli” che partirà da luglio 2021. L’idea dell’incentivo è garantire una quota fissa ed in aggiunta una variabile in base alla condizione economica, il numero di figli, e casi di disabilità. Si pensa persino di sostenere i genitori con figli a carico fino ai 21 anni di età (anziché 18).

Molti sociologi definiscono questo fenomeno “inverno demografico” e nonostante quest’anno si chiuderà inevitabilmente con tristezza c’è anche tanta speranza di poter vivere una “primavera demografica” con un nuovo baby boom.

di Antonella Resina