Il vice ministro Olivero: “Agricoltura alla Lega sarebbe suicidio per made in Italy”

"A Matteo Salvini consiglio di studiare la crescita del settore agroalimentare di questi anni, riconosciuta in quell'Europa che lui vorrebbe allontanare dall'Italia. Una crescita sostenuta dai governi di centrosinistra che hanno promosso l’abolizione di Imu, Irap e Irpef alle imprese agricole"

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“La rivendicazione del Ministero dell’Agricoltura da parte di Salvini che vorrebbe tenere il dicastero nelle mani della Lega sarebbe un vero e proprio suicidio per il made in Italy agroalimentare”. Lo comunica in una nota l’Ufficio Stampa del vice ministro all’Agricoltura, sen. Andrea Olivero di Civica Popolare, candidato con Civica Popolare.
 
“Un partito che propone l’inserimento di dazi, una flat tax contro il ceto medio e politiche di blocco dei flussi migratori, che nel settore agricolo valgono quasi il 50% della forza lavoro, dimostra di non conoscere i risultati eccezionali ottenuti in questi anni grazie, ad esempio, al piano di promozione del Made in Italy che ha portato l’export agroalimentare a livelli record, quasi il 30% in 4 anni”, spiega il vice ministro.
 
“In questi quattro anni di mandatoattacca ancora l’esponente di Civica Popolareho ricevuto centinaia di richieste da parte di aziende agroalimentari per favorire i flussi migratori e mi chiedo cosa andrebbe a dire Salvini a queste persone, visto che vuole chiudere le frontiere, lasciando quindi il settore agricolo in ginocchio, per via del fondamentale apporto lavorativo che danno gli immigrati”.
A Matteo Salvini consiglio di studiare la crescita del settore agroalimentare di questi anni, riconosciuta in quell’Europa che lui vorrebbe allontanare dall’Italia. Una crescita sostenuta dai governi di centrosinistra che hanno promosso l’abolizione di Imu, Irap e Irpef alle imprese agricole, con il rilevante taglio delle tasse agli imprenditori del settore per un importo di 1,3 miliardi di euro. Penso anche alla lotta alla contraffazione delle eccellenze agroalimentari, con centinaia di tonnellate di falso Made in Italy tolte dal mercato e al provvedimento che ha introdotto il reato sul caporalato in agricoltura”, conclude Olivero.